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Dibattito politico a Riccione

Scuole d'infanzia. Cade la priorità per chi ha frequentato il nido

In foto: L'ingresso della scuola materna Mimosa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 29 dic 2019 10:20 ~ ultimo agg. 12:38
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Libero accesso e snellimento nei criteri di domanda. Il Consiglio comunale di Riccione ha approvato il nuovo Regolamento per l’accesso alle strutture dell’infanzia, ai centri estivi e al servizio di ristorazione scolastica.

E’ stato adottato il criterio secondo cui al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia tutti i cittadini possano in egual modo accedervi, mentre prima venivano privilegiati coloro che avevano frequentato per uno, due o tre anni i nidi comunali. Questo criterio va nel senso del principio di un libero accesso a tutte le strutture scolastiche all’interno di un territorio comunale. I residenti nel comune di Riccione avranno una graduatoria, mentre in una graduatoria separata verranno inseriti i non residenti. Priorità sono poi state inserite per situazioni di handicap in famiglia anche se non legate al bambino. Previsto nel regolamento anche il caso di genitori che studiano, compreso dottorati di ricerca, tirocini e similari.

Vengono snelliti i criteri per le domande per entrare nelle graduatorie come quelli relativi alle tipologie lavorative dei genitori dichiaranti, al nucleo familiare, eliminati del tutto quelli relativi alla metratura dell’abitazione o all’assegnazione catastale di questa, cosicché chi compilerà il questionario di iscrizione a partire dal nuovo anno si troverà a dover rispondere a meno domande rispetto a quelle previste dal vecchio regolamento.

Era doveroso – commenta l’assessore alla Scuola e ai servizi educativi, Alessandra Battarra – mettere mano a questo regolamento perché era piuttosto datato, l’ultimo risale al 2009. Dopo 10 anni il regolamento aveva bisogno di essere completamente revisionato perché i criteri che all’epoca avevano spinto alla stesura del regolamento oggi sono per la gran parte non più adeguati e rispondenti alle esigenze attuali. Si trattava inoltre di un regolamento piuttosto complicato quindi nella stesura attuale abbiamo lavorato nell’ottica di una maggiore semplificazione. Infine questo regolamento è frutto delle sollecitazioni che ci sono arrivate sia dai cittadini quindi dagli utenti che dagli uffici stessi”.

La scelta che questa amministrazione ha fatto di dare apertura in termini di iscrizione anche ai bimbi che non hanno frequentato i nidi e che quindi sono stati a casa con la mamma – spiega il sindaco Renata Tosiè stata fatta perché riteniamo che anche la mamma sia educativa. Quindi anche se un bimbo non ha fatto il nido deve avere la possibilità di accedere alla scuola dell’infanzia, così come un bimbo che da zero a tre anni ha frequentato una scuola privata paritaria deve poter accedere al servizio comunale. Secondo noi non ci deve essere un obbligo del nido come invece la Regione Emilia Romagna vuole fare da anni, imponendo un sistema educativo da zero a sei anni anziché da tre a sei. Noi abbiamo un progetto politico che è quello di dare un contributo alle mamme che stanno a casa con i propri bimbi dallo zero a tre anni”.

I gruppi di maggioranza motivano le decisioni anche con una nota politica firmata dai capigruppo.

Noi lotteremo sempre affinché un cittadino possa decidere e liberamente scegliere come meglio costruire la propria vita e sviluppare le proprie scelte, senza l’imposizione dello Stato. E questo, soprattutto, in relazione alle scelte di vita e, in particolare, per quanto di interesse in questo post, in relazione alle scelte educative.
Il supremo principio di libertà lo trasliamo anche in relazione alla recente querelle “sugli asili nido”.
Noi non siamo contro gli asili nido.
Non lo siamo mai stati, e mai lo saremo.
L’asilo nido è un servizio che deve essere garantito ed anche magari implementato, ma sempre in una ottica di LIBERA SCELTA dei genitori.
Sono i genitori che, in base ai propri credo, alle proprie idee, alle proprie convinzioni, debbono  essere messi in grado di scegliere tra la possibilità di affidare il proprio bimbo ad un nido, oppure quella di tenerlo a casa. In entrambi i casi, aiutando i genitori, anche economicamente, verso l’una o verso l’altra scelta.
Noi siamo per la Libertà di scelta quindi, per la fascia di età 0-3 anni.
Il PD, invece, statalista e dirigista da sempre, vuole OBBLIGARE i genitori a mandare al nido i bimbi 0-3 anni,  SOTRRAENDO ai genitori la possibilità di scelta.
Loro pensano che lo Stato debba sostituirsi ai genitori;
noi pensiamo che lo Stato debba solo aiutare i genitori se questi propendono per la scelta del nido.
Purtroppo questa è la cultura di sinistra.
Oggi sui nidi, domani su tanti altri argomenti: controllare, indottrinare, soffocare ogni scelta individuale in favore del controllo statale.
Ecco perché diciamo che “dobbiamo liberare l’Emilia Romagna”

Andrea Bedina – Capogruppo Lega
Pier Giorgio Ricci – Capogruppo Forza Italia
Fabrizio Pulle’ – Capogruppo Noi Riccionesi
Sara Majolino – Capogruppo Lista Civica Renata

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