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domenica 1 agosto 2021
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Calcio D girone F

Salvatore Ferraro per la difesa del Cattolica S.M. Le sue prime parole da giallorosso

In foto: Salvatore Ferraro (foto MondoRossoBlù.it)
di Roberto Bonfantini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 19 dic 2019 11:15 ~ ultimo agg. 19:22
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Si chiama Salvatore Ferraro il giocatore scelto dal Cattolica S.M. per alzare il muro in difesa. Nato a Catanzaro, classe ’83, 1 metro e 81 d’altezza, Ferraro ha alle spalle una carriera importante, con gli esordi addirittura in serie A: una presenza nell’Inter nel 2001/2002. Poi tanta serie C, con le maglie di Prato, Pavia, Rimini, Vittoria, Lumezzane, San Marino, Benevento, Lanciano, Ternana (con anche 32 presenze in serie B), Catanzaro, Grosseto e Tuttocuoio. Le ultime stagioni sono state invece tutte in D, difendendo i colori di Pro Patria, Mantova, Forlì e Pomigliano. Quest’anno il ritorno ai “galletti” di Romagna, ma troppo poco spazio (appena 4 i gettoni di presenza in questa prima parte di stagione) per continuare a vestire il biancorosso. Da qui il trasferimento nella Regina.

“In effetti ho avuto poco spazio, ma senza nessun problema – attacca Ferraro -. È arrivata la chiamata del Cattolica e ho deciso di accettare, sperando di poter dare il mio apporto per cercare di raggiungere l’obiettivo salvezza”.

A Forlì il nuovo centrale difensivo giallorosso non ha incrociato mister Emmanuel Cascione.
“Io ero arrivato da Mantova a dicembre l’anno prima che arrivasse Cascione a Forlì. Il mister lo conoscevo comunque perché è stato un giocatore d’alto livello”.

Anche lei ha una carriera importante alle spalle.
“Sono contentissimo perché ho avuto l’opportunità di fare un settore giovanile importante, che mi ha aiutato a crescere anche fuori dal campo. Quella era una squadra di super campioni e la società ha deciso di mandarmi in giro a crescere. Ho vissuto così bellissime esperienze in serie C in tante città, riconquistato la serie B, poi sceso nuovamente in C, ma sempre in piazze molto importanti. Devo ringraziare tutte le società che mi hanno permesso di confrontarmi con un calcio importante”.

Tra le tane maglie indossate, quali le sono rimaste più nel cuore?
“Quelle di Ternana, Catanzaro, la mia città, e Benevento, dove adesso abito e ho famiglia. Sono legato a tutte le realtà in cui si è sviluppata la mia carriera ma è soprattutto in queste tre città che per un motivo o per l’altro ho avuto la possibilità di crescere sia a livello sportivo che umano”.

Cattolica sarà per lei la quarta piazza romagnola, dopo Rimini, San Marino e Forlì.
“Ho un feeling speciale con la Romagna perché qui mi sono sempre trovato bene. Ci vengo spesso perché porto la mia bimba al mare in estate. Quando ho ricevuto la chiamata per venire a giocare in Romagna ho sempre accettato volentieri”.

Come si descriverebbe in campo?
“Io sono il classico difensore centrale: ho giocato in vari moduli e all’occorrenza ho fatto anche il terzino. Cerco di lavorare per essere un compromesso tra forza fisica e tecnica, cercando di adeguarmi anche alla situazione, alla squadra e alle partite. Fisicamente cerco di tenermi bene perché il mio è un ruolo dove ci vuole anche un po’ di fisicità”.

Qual è stata la prima impressione sul Cattolica S.M.?
“Ho visto tanta voglia di lavorare, di venire fuori da questa situazione in cui non vuole stare nessuno, dai ragazzi al mister alla società. Questa è la cosa che mi ha convinto ad accettare, il fatto di non aver visto niente di remissivo. A me piace lavorare e cercare di dare il massimo. È stato un impatto importante”.

Conosce qualcuno dei suoi nuovi compagni?
“Due anni fa avevo in rosa Croci e Battistini a Forlì. Conosco Som perché ci ho giocato contro tante volte nei professionisti, così come altri ragazzi, che ho incontrato da avversari”.

Finora la squadra giallorossa ha espresso un bel gioco, ma raccolto davvero poco in termini di risultati.
“È una cosa che mi hanno detto un po’ tutti. Credo sia una cosa importante provare a giocare e ad esprimersi”.

Come detto, è abituato a giocare in piazze importanti. Cattolica sul piano del calore dei tifosi non fa eccezione.
“Mi hanno detto che la squadra è seguita e questa cosa mi fa piacere. Speriamo di lavorare bene, di fare qualcosa di buono in modo da poter invogliare sempre di più altre persone a seguirci e a darci una mano, una spinta in più, soprattutto quando giochiamo in casa. Tra l’altro il centro sportivo è veramente bello!”

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