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il 26 gennaio si avvicina

Regionali. Tutti i candidati riminesi in campo

In foto: voto a fine gennaio
di Andrea Polazzi   
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dom 22 dic 2019 13:06 ~ ultimo agg. 2 gen 19:14
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Dopo gli ultimi giorni di incontri per sciogliere i nodi sui candidati in vista delle Regionali del 26 gennaio in Emilia Romagna, arriva l’ufficialità. Proviamo a fare il punto sui candidati, partendo da quelli alla presidenza, e sulle modalità di voto.

Candidati alla presidenza

A correre per il ruolo di Governatore sono in tanti, anche se la battaglia all’ultimo voto sarà a due. Da una parte il presidente uscente e candidato del centro sinistra Stefano Bonaccini e dall’altra Lucia Borgonzoni, espressione della Lega e candidata del centro destra unito. Sono loro a contendersi la Regione come evidenziano anche molti sondaggi.
In corsa solitaria ci sarà poi il Movimento 5 Stelle con il consigliere comunale forlivese Simone Benini.
Potere al Popolo ha deciso di puntare su Marta Collot, trevigiana trasferitasi a Bologna, studentessa al conservatorio e lavoratrice precaria.
In corsa anche Stefano Lugli, segretario regionale di Rifondazione Comunista, già consigliere di Sinistra Civica a Finale Emilia, candidato per la lista L’Altra Emilia-Romagna.
Alle urne ci sarà poi l’esordio del Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità che schiera il medico ferrarese Domenico Battaglia. In campo anche Laura Bergamini per il Partito Comunista.

I candidati nella circoscrizione riminese

PD
. Emma Petitti
. Giorgio Pruccoli
. Nadia Rossi
. Alessandro Belluzzi

Lista Bonaccini Presidente
. Kristian Gianfreda
. Gianluca Garulli
. Ilia Varo
. Adriana Pellegrini

Emilia Romagna Coraggiosa
. Chiara Zamagna
. Alfio Fiori
. Mara Marani
. Fabio Mina

Europa Verde
. Davide Beligotti
. Monica Barogi
. Claudio Cerqueti
. Cristina Mengozzi

+ Europa
. Giuseppe Scassellati Sforzolini
. Paola Antili
. Carmela Carnevale
. Jacopo Vasini

Volt
. Augusto Argento
. Emanuela Serri
. Francesco Marino


Lega
. Bruno Galli
. Veronica Pontis
. Matteo Montevecchi
. Vallì Cipriani

Forza Italia
. Nicola Marcello
. Andrea Dionigi Palazzi
. Cinzia Salvatori
. Alessia Tonini

Fratelli d’Italia
. Beatriz Colombo
. Gioenzo Renzi
. Pasquale Barone
. Nicoletta Gagliani

Per Progetto Emilia Romagna – Borgonzoni presidente
. Claudio Di Lorenzo
. Paola Maggini
. Roberto Baschetti
. Marisa Grossi

Il Popolo della Famiglia – Cambiamo!
. Alessandro Margiotta
. Rosalia Penserini
. Andrea Migani
. Francine Gambaro

Giovani per l’Ambiente


Movimento 5 Stelle
. Luigi Delli Paoli
. Davide Ghinelli
. Ilaria Livi
. Francesca Fratta

Movimento 3V- Vaccini Vogliamo Verità
. Ambra Fedrigo
. Matteo Angelini
. Stefania Sinicropi
. Giuseppe Berardi

L’Altra Emilia Romagna
. Alessandro Corbelli
. Eliana Cugnetto
. Carla Gozzi
. Francesco Gualdi

3,4 milioni al voto

Oltre 3,4 milioni di cittadini emiliano-romagnoli saranno chiamati al voto, domenica 26 gennaio 2020. Gli oltre 4.500 seggi nei 328 comuni della regione resteranno aperti dalle ore 7 alle ore 23 e immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio.

Modalità di voto: 50 seggi da attribuire

Per quanto riguarda le modalità di voto, per la seconda volta si utilizzerà la legge elettorale modificata il 23 luglio 2014 e che ha fatto il suo esordio proprio cinque anni fa.
Ci sarà l’elezione diretta del governatore senza ballottaggio. Quindi il candidato che riuscirà a ottenere anche un solo voto in più sarà il vincitore. Per garantire governabilità, alla lista o più liste che appoggiano il candidato più votato sarà assegnato un premio di maggioranza, pari a 27 seggi su 50. 40 consiglieri saranno eletti con metodo proporzionale sulla base di liste circoscrizionali, con recupero dei voti residui in un collegio unico regionale. 9 col sistema maggioritario fra le coalizioni. Mentre il restante seggio è riservato al presidente.
Sarà possibile il voto disgiunto, vale a dire per un candidato Presidente e per una delle liste ad esso non collegate. Per quanto riguarda i candidati al consiglio sarà possibile esprimere al massimo due preferenze, scrivendo i nomi accanto al simbolo della lista votata: i due nominativi dovranno essere di genere diverso pena l’annullamento della seconda preferenza. La soglia di sbarramento sarà del 3% per le liste non coalizzate e del 5% per quelle coalizzate.

 

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