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La Commissione si pronuncia

Imu "sull'ombra". Bagnini devono pagare, ma con la riduzione

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 11 dic 2019 12:38 ~ ultimo agg. 19:14
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I bagnini riminesi dovranno pagare quella che era stata definita ‘Imu sull’ombra’ anche se non tanto quanto chiesto dall’Agenzia delle Entrate nelle cartelle spedite la scorsa estate. Cartelle che erano state impugnate in circa 400 ricorsi davanti alla locale Commissione Tributaria.

Le prime sentenze sui ricorsi depositate dalla Commissione, presieduta dal procuratore capo di Firlì Maria Teresa Carmeli, hanno stabilito che la tassa va pagata ma con una riduzione di circa il 50% su quanto richiesto dall’Erario agli operatori balneari. Lo riferisce l’Ansa. Le sentenze confermano come gli stabilimenti, dal punto di vista della normativa catastale, debbano essere riconosciuti tra le attività idonee a produrre reddito. Contestualmente sono stati annullati in via parziale gli avvisi di accertamento notificati dall’Agenzia delle Entrate nella parte in cui rideterminavano il valore catastale dell’arenile secondo una suddivisione in zone, ovvero una cosiddetta “ad ombreggio” dove si dispongono gli ombrelloni.

La Commissione Tributaria ha così confermato il valore catastale dei fabbricati, ossia delle cabine, attribuendo però anche un valore alla spiaggia considerata quale bene produttore di reddito, unitamente a quella parte dell’arenile funzionale alle attrezzature, come ombrelloni e sdraio. I criteri di calcolo si basano su valori forniti dalle parti e alcuni decreti ministeriali ed altre fonti normative, che portano ad un raddoppio circa della rendita catastale degli stabilimenti balneari, come era stata dichiarata dai contribuenti, e a una riduzione di circa il 50% di quella richiesta dall’Erario.

Un pronunciamento – spiega l’Ansa – in linea con l’articolo 53 della Costituzione sulla capacità contributiva di ognuno impedendo di fatto che aree spiaggia piccole ma con molte cabine finiscano per pagare di più rispetto ad aree più grandi ma con poche cabine e molti ombrelloni. A titolo di esempio, se prima uno stabilimento pagava 500 euro di Imu oggi ne dovrà pagare 1.000 ma non i 2.000 chiesti dall’Agenzia delle Entrate.