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Darsene, boccata d'ossigeno: sospeso pagamento canoni

In foto: la manifestazione con i sindaci Gnassi e Gennari
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 22 dic 2019 13:23 ~ ultimo agg. 23 dic 11:39
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Una boccata d’ossigeno per le Darsene d’Italia, compreso il Marina di Rimini e quello di Cattolica. Nel decreto milleproroghe approvato dal Consiglio dei Ministri figura infatti un intervento sull’aumento dei canoni delle concessioni, vera e propria spada di damocle che dal 2007 pende sulle darsene. Il Governo prevede la sospensione fino al 30 giugno 2020 delle iniziative e degli eventuali procedimenti amministrativi avviati dalle amministrazioni competenti e concernenti il rilascio, la sospensione, la revoca o la decadenza della concessione a causa del mancato versamento dell’adeguamento del canone. La moratoria era l’unico modo per non incorrere nel parere negativo della ragioneria dello Stato. Soddisfatto il sindaco di Rimini Gnassi secondo cui il provvedimento “rappresenta una presa d’atto da parte del Governo rispetto ad una situazione di palese ingiustizia che si protrae dal 2007, con l’inserimento allora in Finanziaria di una norma che quadruplicava i canoni dei concessionari delle darsene e delle marine”. “Ora – prosegue – siamo attesi dalla fase b, la conversione nel milleproroghe della norma definitiva alla quale chiediamo si arrivi attraverso l’apertura di tavolo tecnico che porti ad un riordino complessivo della materia, ad un’equa applicazione dei canoni e che metta in condizione le marine italiane di consolidarsi, consentendo al settore della nautica e della vela di affermare il ruolo di volano per l’economia del Paese”.

Il commento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

Quando si tratta di percorsi legislativi e proposte normative è sempre bene non farsi prendere da facili entusiasmi. Oggi però è impossibile non nascondere la soddisfazione per quella che senza ombra di dubbio rappresenta una vittoria, per Rimini, per la nautica, per le marine e le darsene d’Italia, per un settore strategico dell’economia del nostro Paese. Come Anci e in primis come Comune di Rimini avevano chiesto di risolvere il decennale problema degli ingiusti canoni che avrebbero di fatto determinato il fallimento e la chiusura di decine di darsene e marine, almeno 25 fin da subito. Con la conseguenza che i Comuni si sarebbero trovati porzioni di territorio e mare abbandonati e una filiera di migliaia di lavoratori senza occupazione. E’ però di ieri la notizia che il governo ha raccolto le nostre proposte inserendo nel decreto Milleproroghe una misura che sospende fino al 30 giugno 2020 il pagamento dei canoni riferiti alle concessioni demaniali marittime, per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto.

Un provvedimento che, come detto, è il frutto di una sfida lanciata e partita da Rimini e da Anci e che rappresenta una presa d’atto da parte del Governo rispetto ad una situazione di palese ingiustizia che si protrae dal 2007, con l’inserimento allora in Finanziaria di una norma che quadruplicava i canoni dei concessionari delle darsene e delle marine. Dal 2007 Governi di ogni colore succedutisi fino a oggi, al di là delle chiacchiere, non avevano mai fatto nulla, nonostante le sentenze consolidatosi negli anni dessero ragione ai concessionari delle marine. Al contrario, l’agenzia delle entrate ha continuato a mandare cartelle esattoriali, determinando ormai le condizioni per il fallimento e l’abbandono a se stesse delle darsene. Con la misura introdotta da questo governo si consente agli operatori di tirare il fiato, mettendo fine ad un accanimento su un settore strategico per l’economia di un Paese, per altro a mollo nel Mediterraneo, che rischiava di essere irrimediabilmente compromesso, con conseguenze drammatiche e facilmente prevedibili sotto il profilo dell’indotto economico e per i lavoratori.

Il Comune di Rimini, anche grazie all’impegno dell’assessore Roberta Frisoni, si è da subito schierato insieme ad Anci al fianco della darsena di Rimini, delle Marine italiane e della loro associazione Ucina per trovare una via di uscita ad una situazione che i vari governi negli anni si sono costantemente rimpallati. In qualità di sindaco e di responsabile turismo di Anci, insieme ai vertici dell’associazione e al presidente della Regione Stefano Bonaccini abbiamo proposto:
1) un emendamento alla finanziaria che risolvesse la questione del pagamento da parte delle marine e darsene di ingiusti e non dovuti canoni di concessione, per riportare questi a quanto stabilito dalla legge e dai contratti tra stato e darsene;
2) una sospensiva degli ingiusti pagamenti per poi introdurre, in sede di conversione del Milleproroghe tra qualche settimana, la misura normativa che chiuda la decennale storia dei canoni riportandoli agli importi pattuiti e previsti per legge.

Va dato atto che senza un lavoro congiunto tra Anci, Regione e i ministri De Micheli, Franceschini e Gualtieri oggi non potremmo dire di essere arrivati ad un momento di svolta.

Ora siamo attesi dalla fase b, la conversione nel milleproroghe della norma definitiva alla quale chiediamo si arrivi attraverso l’apertura di tavolo tecnico che porti ad un riordino complessivo della materia, ad un’equa applicazione dei canoni e che metta in condizione le marine italiane di consolidarsi, consentendo al settore della nautica e della vela di affermare il ruolo di volano per l’economia del Paese.

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