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Una zona nel purgatorio

Balneazione. Marecchia sud: solo un anno di bonus ma verso "guarigione"

In foto: San Giuliano Mare
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 20 dic 2019 16:30 ~ ultimo agg. 21 dic 11:06
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Il report 2019 delle acque di balneazione emiliano-romagnole pubblicato nei giorni scorsi da Arpae registra una sola acqua con qualità “scarsa”, quella della zona Marecchia sud a Rimini. E’ il quarto anno consecutivo che la zona in questione resta a livello “scarso”, l’unica rimasta al livello più basso. E le normative regionali vogliono che “Se le acque di balneazione sono classificate di qualità scarsa per cinque anni consecutivi, è disposto un divieto permanente di balneazione”. Si tratta della zona di 400 metri tra la foce del Marecchia al porto, in zona San Giuliano, con quattro stabilimenti balneari e diverse attività che ovviamente vedono con una certa preoccupazione la prospettiva.

Una questione che l’Amministrazione Comunale di Rimini ha presente e che tiene sotto costante monitoraggio. L’auspicio è però che questo possa essere l’ultimo anno di  giudizio “scarso”. Il dato della qualità, calcolato su una complessa serie di medie, risente ancora dei pesanti dati del 2016. Ma dei due fattori che determinano la bocciatura, escherichia ed enterococchi, solo il secondo quest’anno è risultato non a norma.  Nella zona non sono più presenti scarichi pericolosi: con lo sdoppiamento della rete Matrice, in caso di forti precipitazioni in mare arrivano solo acque bianche. Interventi i cui effetti potrebbero farsi sentire in modo ancora più evidente in futuro e proprio questa settimana, inoltre, la Giunta Comunale ha approvato lo studio di fattibilità per il “salpamento” della scogliera a elle (che sarà sostanzialmente tolta) e il rimodellamento delle scogliere di San Giuliano in prossimità della foce, con l’obiettivo di migliorare la circolazione delle acque migliorandone la qualità.

Resta comunque il fatto, sottolinea l’assessore all’Ambiente Anna Maria Montini, che quello che il Marecchia riversa in mare, soprattutto in caso di piene, attiene anche agli altri comuni dell’entroterra. “E’ auspicabile che anche queste amministrazioni realizzino interventi come ha fatto Rimini”.

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