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Enaip - Zavatta

Transitando…dalla scuola al lavoro

di Silvia Sanchini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
mar 5 nov 2019 12:19 ~ ultimo agg. 12 nov 08:27
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Transitando. Dalla scuola al lavoro, dall’adolescenza all’età adulta. Passaggi importanti, spesso non privi di criticità, soprattutto per le persone con disabilità che possono contare su un minor numero di opportunità e di opzioni. Per questo un ruolo fondamentale può essere assunto dalla formazione professionale e dall’orientamento. A questi temi è stato dedicato il Convegno promosso dalla Fondazione Enaip e dall’associazione Sergio Zavatta lo scorso 24 ottobre, presso la Cineteca comunale, intitolato: “Transitando. Dalla scuola al lavoro, attraverso la formazione”.

Ad aprire la mattinata Vittorio Betti, presidente della Fondazione Enaip Sergio Zavatta, che ha sottolineato come l’evento si inserisca nelle celebrazioni per i 60 anni dell’istituzione, con l’impegno preciso ad alzare sempre l’asticella della qualità. La parola poi a Gloria Lisi, vice sindaco del Comune di Rimini, che ha evidenziato il grande avanzamento normativo rispetto al tema della disabilità ma anche la necessità di fare scelte coraggiose che mettano la persona al centro e la facciano sentire utile e operosa, a partire dalle sue reali inclinazioni e dai suoi desideri.

Entrando poi nel vivo del convegno la prima parte dei lavori è stata dedicata alla presentazione delle attività nell’ambito dei progetti “Poi” e “Percorsi guidati” che, ha spiegato Marianna Martino della Fondazione Enaip, si rivolgono a ragazzi certificati per formarli e orientarli al lavoro e accompagnarli nella ricerca attiva di un’occupazione dopo la fine del percorso scolastico. Fondamentale anche il ruolo del servizio disabili del Comune di Rimini, rappresentato da Anna Maria Costantini, che ha concluso il suo intervento con un auspicio: non sono solo i ragazzi che devono adattarsi al contesto lavorativo in cui vengono inseriti, ma le aziende stesse possono diventare ambienti pronti ad accoglierli nel mondo migliore.

Il tema del lavoro definisce l’identità di ciascuno di noi: ne ha parlato Vincenzo Vannoni, psicologo e psicoterapeuta, che ha sottolineato anche l’importanza di saper stare nella complessità per riconoscersi, riscoprirsi e accettarsi e acquisire una maggior capacità contrattuale con la vita sperimentando la dimensione della speranza e del desiderio. A seguire l’intervento di Maria Letizia Guerra, docente al Campus di Rimini (Università di Bologna) e Musa Essa, dottorando, che hanno presentato un progetto di ricerca per misurare il beneficio dell’avere una persona con disabilità in un’azienda. Anche l’università può infatti offrire un contributo perché laureandi e laureati si sentano maggiormente accompagnati nell’ingresso al mondo del lavoro.

Infine, ha concluso la prima parte dei lavori Lorella Bianchi introducendo il corto d’animazione realizzato dai partecipanti al progetto “Poi” insieme a Massimo Modula dal titolo “Fantaloop”.

Il secondo “atto” del Convegno ha inteso invece presentare alcuni strumenti che possono facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di una persona con disabilità.

Mauro Masini, psicologo e psicoterapeuta, ha presentato tre lavori realizzati insieme alla collega Valentina Urbinati: si tratta di “Vedo Curriculum”, strumenti per presentarsi alle aziende attraverso le immagini e il racconto. Scorrono sullo schermo i video di Elisa, Riccardo e Melissa come efficace esempio di questo lavoro. Obiettivo, spiega Mauro Masini, è abbattere le paure e le diffidenze dei datori di lavoro stimolando invece la loro curiosità.

Il “Vedo Curriculum” è uno strumento che è stato messo a punto dall’associazione Impronta, presieduta da Francesca Medri, che ha spiegato sia come sono stati realizzati dall’associazione questi lavori – grazie al supporto del regista Fabrizio Varesco – sia la proposta di realizzare una piattaforma digitale che sia fruibile dalle aziende. L’obiettivo è quello di semplificare e rendere meno fragili tutti coloro che hanno necessità di “transitare”, per valorizzare la loro capacità generativa di produrre nuovo valore.

Ha, infine, concluso la giornata Andrea Canevaro che ha stimolato i presenti a realizzare un’attività di “cablaggio” tra le diverse iniziative per presentare progetti unitari. Ha poi spiegato il concetto di salienza: spesso quello che rimane impresso ai datori di lavoro è solo la diagnosi, dobbiamo invece far conoscere la persona rendendola il più possibile interessante. Il Vedo Curriculum deve allora mostrare la persona in azione, non solo raccontare ma far vedere. Serve, infine, una maggiore attenzione alle richieste del mondo del lavoro, perché ci sono settori saturi e altri invece che possono essere più interessanti da esplorare.

Ha infine concluso parlando di inclusione, un concetto che ci riguarda tutti, perché senza fiducia anche il futuro è a rischio.

Parole riprese, per concludere, anche dal presidente Vittorio Betti che ha rilanciato l’idea di creare degli “Zavatta lab”, uno dei progetti su cui in futuro si concentrerà il Centro Zavatta per valorizzare piccole imprese sociali in diversi settori che mettano in risalto le abilità di ciascuno. Perché questa transizione possa avvenire nel modo migliore per tutti.

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