venerdì 13 dicembre 2019
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Stand Up Paddling

Il bellariese Filippo Mercuriali ai mondiali di SUP a San Salvador

In foto: Filippo Mercuriali
di Icaro Sport   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 20 nov 2019 11:54 ~ ultimo agg. 12:20
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C’è anche il bellariese Filippo Mercuriali ai mondiali di SUP a San Salvador, nell’America centrale, in programma il 25 novembre. È l’unico romagnolo.

SUP è l’acronimo di Stand Up Paddling. È una variante del surf in cui si sta in piedi su una tavola, simile a quella del surf ma con maggior volume per sostenere il peso dell’atleta, utilizzando una pagaia apposita per la propulsione.

Questo sport relativamente nuovo ha origine hawaiane, ha avuto una considerevole crescita negli ultimi anni a livello mondiale, con circa 300 praticanti in Italia (la federazione è la stessa del Surf (Fisw). Esiste un campionato italiano e proprio grazie alla vittoria di quattro delle sei tappe Mercuriali – 25 anni, laureato in Scienze Motorie all’università di Rimini con una tesi proprio sul SUP Racing, istruttore al Centro sportivo Gelso – ha conquistato la Coppa Italia guadagnandosi la convocazione per la prova iridata.

Nella prova assoluta di inizio novembre ad Andora (Liguria) – ci sono quattro categorie per i maschi e altrettante per le donne – si è piazzato terzo, alle spalle dei fratelli Nika, Leonard e Claudio, origini albanese, e fiori all’occhiello della squadra azzurra.
“Il primo ha 31 anni il secondo 23 – spiega Filippo, vivono molto tempo in Portogallo dove le condizioni del mare sono diverse dal nostro e dunque vantano più esperienza di me. Sono i migliori. Io ho iniziato nel 2013, conto di migliorare e i risultati mi stanno dando già ragione: l’anno scorso mi ero piazzato sesto agli assoluti. Eravamo una quarantina a sfidarsi su un circuito di 3,5 km da ripetere tre volte”.

Filippo Mercuriali, come si è avvicinato al SUP?
“Dopo otto anni di basket (suo padre è allenatore, ndr), ho cambiato radicalmente. Mi sono appassionato per caso, conoscendo in spiaggia un istruttore. Da lì ho iniziato le prime gare, già ora ho degli sponsor che mi garantiscono il materiale. Il mio obiettivo è diventare uno dei migliori a livello europeo”.

Che qualità richiede il SUP?
“Un buon rapporto peso-potenza, più sei leggero e più sviluppi potenza. Io sono alto 1,72.; poi occorrono equilibrio e buoni doti di resistenza e importanti sono i muscoli dorsali oltre a gamba e braccia. È uno sport completo”.

Come sarà la gara di San Salvador?
“Saranno una quarantina i partecipanti in rappresentanza di 20 nazioni. La distanza in cui mi cimenterò assieme a Claudio Nika sarà di 10 Km – prova di long distance (Leonard gareggerà nella tecnical race, più breve e più tecnica, ndr) – l’obiettivo è di arrivare tra i primi dieci. La squadra azzurra è composta da sette ragazzi e cinque ragazze. Gareggeremo nell’oceano e quindi troveremo belle onde formate verso riva che poi si appiattiranno un po’ al largo. Tre giri di un percorso totale di 18 km: un tratto al largo, un altro in cui bisognerà arrivare fino a riva surfando delle onde per poi andare di nuovo verso il mare aperto. L’acqua? Essendo oceanica sarà molto fredda, fuori invece la temperatura esterna sui 30 gradi, perfetta per gareggiare”.

Quanto durerà la gara?
“Poco più di un’ora, la velocità stimata è sui 10 km/h”.

Quanto si allena?
“In inverno due, tre volte alla settimana tra allenamenti in acqua e in palestra, in estate anche quattro volte”.

Differenze rispetto al surf?
“Rispetto al surf è uno sport più pratico, le onde non sono fondamentali. Per me è più divertente. Le tavole sono lunghe 14 piedi (tra i 4 e i 5 metri), larghe 20-23 pollici, circa 55 centimetri”.