venerdì 6 dicembre 2019
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Indagine dei Carabinieri

Contagia l'ex compagna con hiv e mette a rischio altre donne, arrestato

In foto: la conferenza stampa (Newsrimini)
di Lamberto Abbati   
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gio 14 nov 2019 08:12 ~ ultimo agg. 15 nov 08:48
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Un 31enne di origini brasiliane è stato arrestato dai carabinieri di Rimini per aver contagiato la sua ex compagna con l’Hiv e per avere esposto volontariamente al virus altre tre donne. Al momento nessuna delle tre avrebbe contratto la malattia, ma il rischio di diffusione del virus resta elevato.

L’indagine dei militari, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, parte in agosto quando in caserma si presenta l’ormai ex compagna del 31enne. Racconta ai militari di aver trovato casualmente all’interno dell’abitazione nella quale convivono da circa un anno della documentazione medica che attesta la sieropositività del suo uomo e di aver scoperto in un secondo momento che lui l’aveva tradita con altre donne. Il brasiliano, infatti, era iscritto ad alcuni siti d’incontri ed era particolarmente attivo sui social. Da qui i tradimenti e i rapporti con altre donne (ancora da quantificare con esattezza) avvenuti durante la convivenza.

L’uomo, positivo all’Hiv dal 2012, in precedenza aveva avuto un altro rapporto duraturo (di circa 10 anni) con un donna anche lei ignara inizialmente della sieropositività del 31enne. Anche in questo caso, la partner lo aveva scoperto solo dopo aver consumato diversi rapporti non protetti, quando ormai era già stata contagiata. La loro storia, proseguita per anni anche dopo il contagio, sarebbe terminata prima che il sudamericano incontrasse la sua ultima compagna. Oltre alla due donne che hanno avuto con lui delle vere e proprie relazioni, gli accertamenti dei militari finora hanno permesso di risalire ad altre due donne con le quali il brasiliano ha avuto invece rapporti sessuali occasionali, tutti non protetti. Entrambe, ascoltate in caserma in forma protetta, avrebbero confermato di essere all’oscuro della malattia del 31enne. Peraltro gli investigatori dell’Arma hanno appurato che l’indagato dal 2017 aveva sospeso volontariamente la terapia farmacologica, per poi riprenderla sporadicamente nel 2018 e infine per interromperla del tutto alcuni mesi dopo, aumentando così, in maniera esponenziale, il rischio di contagio in caso di rapporti sessuali non protetti. Che potrebbero essere stati molteplici, considerata la facilità con cui l’uomo entrava in contatto con le donne, molte delle quali (come detto) su appositi siti d’incontri.

Venti giorni fa il gip del tribunale di Rimini, Manuel Bianchi, ha emesso nei confronti del 31enne (difeso dall’avvocato Paolo Pescatori di Forlì) un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari con le accuse di lesioni personali gravissime e tentate lesioni. Troppo elevato, infatti, il rischio di reiterazione del reato. Nel frattempo i militari hanno sequestrato il computer portatile dell’indagato per ricostruire con esattezza la rete dei suoi contatti e le sue frequentazioni, e al tempo stesso hanno invitato tutte le donne che sospettino di aver avuto rapporti con un brasiliano di 31 anni in provincia di Rimini a farsi avanti, chiamando il numero appositamente creato dall’Arma e attivo h24: 0541-768528. Nel giro di 24-48 ore verranno richiamate dal personale incaricato che, garantendo loro l’anonimato, cercherà di appurare se effettivamente siano entrate in contatto con l’indagato.

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