mercoledì 20 novembre 2019
menu
Nessun reato per Mehaleon

Nessun reato per "Mehaleon". Archiviazione per Tristano Onofri

In foto: i Carabinieri alla "Casa della Luce" nel 2018 © Adriapress.
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 18 ott 2019 14:03 ~ ultimo agg. 19 ott 12:22
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Print Friendly, PDF & Email

L’intervento e le perquisizioni dei Carabinieri del 28 gennaio 2018 a Bellaria nella sede dell’associazione no profit Mehaleon avevano avuto una forte eco, anche perché già Striscia la Notizia aveva dedicato servizi alle presunte capacità di guarigione esercitate da Tristano Onofri. Servizi, realizzati anche con l’ausilio di telecamere nascoste, che non erano passati inosservati e che avevano contribuito a far partire l’inchiesta nei confronti dell’ex stilista, indagato con le ipotesi di truffa e esercizio abusivo della professione medica. I militari erano intervenuti durante uno dei riti di purificazione e liberazione dalle energie negative tenuti come “Mehaleon” da Onofri.

Dopo l’immediata impugnazione degli atti di sequestro e del decreto di convalida del P.M., gli oggetti e del denaro sottoposti a sequestro erano stati restituiti agli aventi diritto. In parte per iniziativa autonoma della Procura della Repubblica, ed, in parte, ad opera del Tribunale del Riesame che con ordinanza del 23 febbraio 2018 ha annullato integralmente gli atti impugnati.

Al termine di complesse indagini che hanno visto anche l’audizione di centinaia di testimoni, in particolare le persone aderenti all’associazione, la Procura della Repubblica ha provveduto a richiedere l’archiviazione integrale del procedimento con istanza del 27 febbraio 2019. La domanda è stata accolta dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Rimini, con decreto del 2 maggio, per ‘“infondatezza della notizia di reato”.

A dare la notizia è oggi il difensore di Onofri, l’avvocato Davide Lombardi. Le motivazioni della Procura accolte dal G.I.P. sottolineano come dalle riprese della troupe di Striscia la Notizia “non emergano elementi tali da far ritenere costringimenti o violenze anche di natura psicologica poste în essere dagli indagati nei confronti degli adepti.”

Inoltre dalle audizioni dei numerosi testimoni “Non sono emerse testimonianze tali che facciano ritenere la sussistenza di azioni di costrizione od induzione, esercitate dagli indagati nei confronti degli adepti, né di natura violenta, né attraverso pressioni psicologiche e non sono emersi elementi tali da far ritenere
che Onofri e gli altri organizzatori pongano in essere pratiche finalizzate all’interruzione della somministrazione di medicinali qualora un adepto chieda aiuto all’associazione stessa”.

Quanto alle donazioni degli aderenti all’associazione Mehaleon, è stato accertato – tramite l’analisi di bonifici e conti correnti – che erano effettivamente destinate ad attività umanitarie in Africa, in particolare alla costruzione di pozzi in Uganda. E’ stata prodotta anche una copia della missiva della Diocesi di Moroto, in Uganda, che accertava l’intesa per la cooperazione nella realizzazione dei pozzi.

Dopo un’importante carriera internazionale nella moda Onofri, di origine bellariese, aveva creato l’associazione per dedicarsi alla sua nuova attività. Resta titolare di un marchio registrato nel settore moda e cosmesi e a seguito di queste vicende, sottolinea l’avvocato Lombardi, “ha subito la cancellazione di accordi commerciali e danni d’immagine e reputazionali in Italia ed all’estero”.

 

 

Notizie correlate
di Redazione   
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna