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Osservatorio sulla Romagna

I numeri dell'economia nell'osservatorio della Camera di Commercio

In foto: Alberto Zambianchi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
gio 10 ott 2019 13:59 ~ ultimo agg. 15:04
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Demografia, ricchezza, lavoro, imprenditoria, export e e no profit. Sono i grandi indicatori fotografati da “I Numeri dell’Economia 2018”, l’osservatorio della Camera di Commercio della Romagna (Forlì-Cesena, Rimini). Dal quadro emerge che la popolazione, rispetto al 2017 cresce leggermente (+0,29), in aumento anche l’indice di vecchiaia. Il tasso migratorio è del 7,6% e indica l’attrattività del territorio. In base alle stime dell’Istituto Tagliacarne, il valore aggiunto della Romagna nel 2018 è stato di circa 20,8 miliardi di euro, con una crescita pari al +2,3% rispetto al 2017, con un aumento maggiore sia al resto della regione che al sistema Italia. A fare la parte del leone il settore dei servizi, seguito da commercio-trasporti e turismo e dall’industria. Il valore aggiunto procapite è stato di 28.427 euro, inferiore a quello medio regionale di oltre 32mila euro. Monitorati anche gli indicatori del credito: ci sono 66 sportelli ogni 100 mila abitanti, il rapporto prestiti e depositi è leggermente superiore alla media regionale, superiore però anche il livello delle sofferenze rapportate ai prestiti. Il tasso di occupazione dai 15 ai 64 anni è del 68,3%, quello di disoccupazione del 6,4%. Le esportazioni raggiungono quasi il 30%, ma ancora distanti dal 44% del resto della regione. Le imprese attive sono 71.255, in maggior parte nel settore del commercio, costruzioni e ristorazione e ricettivo, il 21,2% sono “femminili”, il 10,7% “straniere”, il 7,1% giovanili. Il 30% sono artigiane. Interessante anche il dato relative al mondo no profit: 4.470 organizzazioni e 64mila volontari, ma qui la rilevazione risale al lontano 2011.

Ci tengo a sottolineare che il confronto sistematico dei dati socio economici del Territorio è un’attività di grande importanza, in quando permette di fare comparazioni con le realtà più vicine e con il contesto nazionale – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Tutto ciò consente anche di effettuare le giuste valutazione per una migliore e più efficace programmazione degli interventi e delle azioni più utili a favorire lo sviluppo. I numeri presentati, in particolare, delineano e confermano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere sulle quali è possibile anche sviluppare nuove progettualità specifiche: un mix produttivo composito, nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario – agricoltura e pesca –  e secondario – manifattura – si affiancano il ruolo di grande rilievo del terziario tradizionale – commercio e turismo – e quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” – cultura, università e sanità -“.

I dati per i principali ambiti di osservazione

Demografia: nel 2018 il territorio Romagna (province di Forlì-Cesena e di Rimini) fa rilevare una variazione positiva della popolazione residente (+0,29%) maggiore del dato della regione (+0,15%) e in controtendenza rispetto a quello osservato per l’Italia (-0,21%). Il tasso migratorio netto (7,6), che sintetizza l’attrattività dell’aggregato territoriale, è superiore sia a quello regionale (7,1) che a quello nazionale (2,6). L’incidenza degli stranieri residenti sulla popolazione totale è pari al 11,1%, dato inferiore alla media regionale (12,3%) ma superiore al dato nazionale (8,7%). L’indice di vecchiaia risulta in aumento rispetto il periodo precedente: nell’aggregato Romagna (178,8%) rimane tuttavia più contenuto di quello medio regionale (182,6%) ma superiore a quello nazionale (173,1%). L’indice di dipendenza o carico sociale (58,4%) è inferiore alla media regionale (58,9%) e superiore a quello nazionale (56,3%).

Ricchezza: in base alle stime dell’Istituto Tagliacarne, il valore aggiunto (a prezzi base e correnti) del territorio della Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) nel 2018 è pari a circa 20,8 miliardi di euro, con una crescita pari al +2,3% rispetto al dato del 2017 (Emilia-Romagna +2,0%, Italia +1,7%). Il 45,1% del valore aggiunto totale è creato dal settore dei servizi, il 28,3% dal commercio-trasporti e turismo, il 19,3% dall’industria, il 5,0% dalle costruzioni e il 2,4% dall’agricoltura. Il valore aggiunto del territorio Romagna costituisce il 14,5% di quello regionale.

Il valore aggiunto procapite del 2018 (28.427 euro) è inferiore a quello medio regionale (32.274) ma superiore a quello nazionale (26.034).

Gli indicatori del credito rilevano 66 sportelli ogni 100 mila abitanti (60 a livello regionale e 42 a livello nazionale). Il rapporto prestiti e depositi (105,7%) è leggermente superiore alla media regionale (103,7%) e inferiore a quella nazionale (113,1%). Superiore al data regionale e nazionale il livello delle sofferenze rapportate ai prestiti totali (7,5%).

Lavoro: i dati relativi al mercato del lavoro evidenziano un tasso di occupazione per la popolazione tra 15 e 64 anni (68,3%), lievemente inferiore a quello regionale (69,6%) ma superiore a quello nazionale (58,5%). Il tasso di disoccupazione (15 anni e più) che risulta pari al 6,4%, è superiore a quello regionale (5,9%) ma decisamente più contenuto di quello medio nazionale (10,6%).

Scambi con l’estero: le esportazioni del territorio Romagna nel 2018 rappresentano il 29,9% del valore aggiunto totale a prezzi base e correnti, dato inferiore a quello regionale (44,1%) e in linea con quello nazionale (29,4%). Il valore degli scambi internazionali (somma tra importazioni ed esportazioni) è pari al 43,6% della ricchezza generata nel territorio (69,4% in Emilia-Romagna e 56,4% in Italia). Nel 2018 le esportazioni del territorio Romagna sono state pari a 6,2 miliardi di euro correnti (il 9,8% del totale regionale).

I “Macchinari e apparecchi n.c.a.” costituiscono oltre un quinto (il 20,5%) delle esportazioni totali del territorio Romagna; seguono i “Prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori” (19,5%), i prodotti delle “altre attività manifatturiere” (10,9%), quelli in metalli (10,8%), gli alimentari (7,5%) e i mezzi di trasporto (6,9%).

Il principale mercato di destinazione per le imprese del territorio Romagna è l’Unione Europea (UE), verso la quale sono indirizzate più della metà delle esportazioni a valore (il 58,5% del totale). I principali Paesi di destinazione delle esportazioni sono: Francia (11,2%), Germania (10,2%), Stati Uniti (8,8%), Regno Unito (7,1%) e Spagna (4,2%).

Le esportazioni nette (saldo commerciale) sono pari al 16,1% del valore aggiunto per il territorio Romagna, lievemente inferiore al dato regionale (18,8%) ma ampiamente superiore alla media nazionale (2,5%).

Imprenditorialità e struttura produttiva: l’imprenditorialità si presenta maggiormente diffusa (97 imprese ogni 1.000 abitanti) rispetto alla regione (90) e all’Italia (85). Con 71.255 imprese attive al 31/12/2018, la Romagna rappresenta il 17,7% del totale delle imprese regionali attive. La dimensione media delle imprese attive (4,0 addetti per impresa) è in linea con la media regionale (4,2) e superiore al dato nazionale (3,7). Il 21,2% delle imprese dell’aggregato Romagna è classificato come “femminile” (Emilia-Romagna 21,1%, Italia 22,6%). Le imprese classificate come “straniere” sono il 10,7% del totale (Emilia-Romagna 11,9%, Italia 10,4%). L’incidenza delle imprese “giovanili” sul totale delle imprese attive è pari al 7,1% (Emilia-Romagna 7,5%, Italia 9,7%).

Le società di capitale costituiscono il 18,6% del totale delle imprese attive, le società di persone il 23,5%, le ditte individuali il 55,6% e le “altre forme giuridiche” il 2,3%.

I principali settori di attività economica del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), per numero di imprese attive, sono:

– commercio (ingrosso e dettaglio), che pesa per il 23,9% del totale delle imprese attive, incidenza superiore al dato regionale (22,5%) ma inferiore a quella nazionale (26,9%). In particolare, le imprese del commercio al dettaglio sono 9.188 (il 12,9% del totale delle imprese attive), con un’incidenza superiore al dato regionale (11,1%) e inferiore alla media nazionale (15,2%);

– costruzioni (14,6%), la cui incidenza è in linea con il dato nazionale (14,3%) e inferiore al dato regionale (16,2%);

– agricoltura e pesca, con incidenza pari al 12,7% (Emilia-Romagna 14,1% e Italia 14,4%);

– servizi di alloggio e ristorazione (10,5%), incidenza superiore al dato regionale e nazionale (rispettivamente pari al 7,5% e al 7,6%). Il 55,8% delle imprese emiliano-romagnole attive nel settore “Alloggio” ha sede nell’aggregato Romagna (a Forlì-Cesena sono l’11,0% e a Rimini il 44,9%). L’offerta ricettiva rilevabile nel 2018 consiste di 5.681 strutture (alberghiere e non) per quasi 237 mila posti letto (pari al 51,3% dell’offerta ricettiva della regione). Complessivamente nel territorio Romagna sono stati registrati oltre 4,8 milioni di arrivi con una presenza media di 4,5 giorni, dato superiore a quello regionale (3,5) e nazionale (3,3), per un totale di circa 21,7 milioni di presenze;

– attività manifatturiere (8,7% del totale, Emilia-Romagna 10,7%, Italia 9,4%). I comparti principali sono: fabbricazione di prodotti in metallo (per il 18,2% del totale delle imprese attive nel manifatturiero), abbigliamento e accessori (16,4%), legno e mobili (13,5%) e industria alimentare (11,2%);

– attività immobiliari (7,7% del totale), Emilia-Romagna 6,6%, Italia 4,9%;

– servizi alle imprese (6,4%), incidenza inferiore al dato regionale e nazionale (entrambi 7,1%);

– trasporti (3,3%), incidenza in linea con la media regionale (3,4%) e superiore a quella nazionale (2,9%);

– servizi finanziari (2,0%), incidenza inferiore al dato regionale (2,2%) e nazionale (2,3%).

In termini di numerosità relativa, assumono particolare rilievo le imprese artigiane attive (21.631), pari al 30,4% del totale (a fronte del 31,5% regionale e del 25,2% nazionale). Rilevante anche la realtà delle imprese cooperative che ammontano a 815 (1,1% del totale, Emilia-Romagna 1,2%, Italia 1,6%).

Significativa per la creazione del valore economico e dei valori sociali è la presenza e l’attività delle organizzazioni non profit: l’ultimo Censimento ISTAT del 2011 ne ha individuate 4.470 (il 17,8% del totale regionale), con 11.527 addetti e più di 64 mila volontari.

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