Indietro
menu
L'affondo del consigliere

Delbianco (M5S): su investimenti e sviluppo Riccione non classificabile

In foto: Andrea Delbianco
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 2 ott 2019 16:11 ~ ultimo agg. 17:46
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Il consigliere del Movimento 5 Stelle Andrea Delbianco (come già fatto in commissione e in consiglio) torna a chiedere all’amministrazione di Riccione di vendere parte della azioni Hera in modo graduale nelle prossime settimane.
Complessivamente nel portafoglio Geat ci sono 10milioni di euro di azioni della multiutility e “in passato – ricorda Delbianco – quando la prima giunta Tosi procedette ad una parziale vendita, palesammo il nostro disappunto come Movimento visto che il prezzo non esprimeva valori adeguati.” Ora però le cose vanno in maniera diversa con il titolo che si è attestato intorno a 3,75 euro. Il timore del consigliere è che, attendendo troppo, il valore potrebbe scendere. “Guardando gli scambi giornalieri del titolo – spiega – occorreranno alcune settimane se si volesse vendere un 30% 40% del pacchetto azionario”. E che i tempi siano maturi, ricorda Delbianco, lo dimostra il fatto che lo scorso 27 settembre “Bologna, Castelfranco Emilia, Maranello, Montefiorino, Palagano, Pavullo nel Frignano e Ravenna Holding S.p.A., Rimini Holding S.p.A., aderenti al patto parasociale sottoscritto da 111 azionisti il 26 giugno 2018 hanno ceduto 14.426.407 azioni ordinarie attraverso una procedura accelerata di raccolta ordini riservata ad investitori qualificati in Italia e ad investitori istituzionali all’estero. Il ricavato complessivo – spiega – è pari a 53,5 milioni di euro”.
Probabilmente – aggiunge – gli Advisors delle amministrazioni di cui sopra sono giunti alle stesse nostre conclusioni” quindi “sarebbe meglio iniziare ad agire”.
Il sindaco Tosi in consiglio aveva spiegato che proprio dalla vendita delle azioni Hera l’amministrazione conta di ricavare parte delle risorse per la riqualificazione del porto.
Però secondo Delbianco non si può aspettare. “Riccione – dice – ha bisogno di ripartire soprattutto con investimenti in riqualificazione della città e nella creazione di infrastrutture adeguate, necessarie a stimolare e trainare il privato. Da troppo tempo aspettiamo.
L’esponente del M5S si chiede poi come il comune pensi di “sostenere il piano incredibile di opere pubbliche presentato con il Documento unico di programmazione”. “Vendendo immobili comunali in un mercato asfittico, al 40% del valore inserito nel DUP?” prosegue, evidenziando che “ancora mesi dopo l’insediamento della seconda giunta Tosi non era stata nemmeno iniziata una verifica dei valori con adeguate perizie”. L’altra ipotesi, bocciata da Delbianco, e quella degli oneri di urbanizzazione sulle riqualificazioni.
Sarebbe un’altra la strada percorribile secondo il capogruppo del Movimento: cercare di intercettare fondi e contributi dell’Unione Europea. “Altre amministrazioni locali – dice – hanno intercettato milioni di euro in questa maniera.
L’ultimo commento Delbianco lo riserva al capitolo Investimenti e Sviluppo: “credo proprio che in 5 anni Riccione si possa definire ‘NON classificabile’.”

Notizie correlate
di Andrea Polazzi   
di Simona Mulazzani   
VIDEO