venerdì 13 dicembre 2019
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Residence trasformato in casa di riposo abusiva. Sospesa l'attività

In foto: i controlli della polizia locale nel residence
di Lamberto Abbati   
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mar 15 ott 2019 11:08 ~ ultimo agg. 16 ott 11:52
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Al posto di camerieri e baristi, c’erano infermieri e operatori socio-sanitari che accudivano non dei semplici turisti, bensì una ventina di anziani bisognosi di cure. Gli agenti della polizia Locale del distaccamento di Viserba, insieme ai carabinieri del Nas, hanno scoperto a Viserba, in via Dati, un residence trasformato abusivamente in una casa di riposo. A gestire la struttura sul mare è un riminese, al quale viene contestato l’esercizio abusivo di una attività di tipo socio-assistenziale.

Tutto è partito da un’attività di controllo della polizia Locale, che una volta all’interno del residence si è subito resa conto della trasformazione in casa di riposo. Cartelle cliniche personalizzate con tanto di terapia, scatoloni di farmici di ogni tipo, dispositivi per prelievi ematici, provette, aghi e siringhe. E’ quello che gli agenti e i militari del Nas hanno trovato dentro la struttura. Secondo quanto ricostruito, i 17 anziani (alcuni dei quali riminesi e in carico al Servizio Sanitario Nazionale) erano assistiti in maniera impeccabile da personale qualificato e regolarmente retribuito. Ogni ospite versava una retta mensile di 1.700-1.800 euro.

Il Comune di Rimini ha emesso un’ordinanza di divieto di prosecuzione dell’attività socio-assistenziale non autorizzata, disponendo la chiusura della struttura che però dovrebbe scattare a fine ottobre per permettere agli anziani di trovare un’altra sistemazione. In totale, nei confronti del gestore sono state elevate sanzioni amministrative per 11mila euro, comprese anche quelle relative al non corretto smaltimento di rifiuti sanitari.

Nella stessa giornata è stato controllato un altro residence, le cui violazioni riscontrate rientrano nella casistica più comune, ovvero aumento della ricettività nelle unità abitative e mancanza di alcuni requisiti minimi, che è stato sanzionato per un totale di circa 1.300 euro.

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