giovedì 14 novembre 2019
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Sulla luna di Santarcangelo

di Redazione   
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lun 23 set 2019 16:41 ~ ultimo agg. 26 set 09:49
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Non è stata un’inaugurazione, perché non c’erano ospiti ma protagonisti. Le persone che questa mattina erano presenti sulla Luna a Santarcangelo, questo il nome del nuovo e innovativo servizio educativo della Cooperativa La Fraternità in collaborazione con l’associazione Men On the MOON e la comunità Papa Giovanni XXIII, avevano già scelto di fare un passo nel contribuire al progetto di vita dei giovani con disabilità coinvolti in una sperimentazione che vede coinvolte famiglie, aziende, assistenti sociali, AUSL, amministrazioni locali, scuole e associazioni.

“Questo luogo non è e non vuole essere un comodo punto di arrivo – afferma Filippo Borghesi, coordinatore del progetto- È un piccolo e sicuro avamposto. La Luna è il nostro satellite, ma la nostra casa, in cui vogliamo vivere e abitare è il mondo là fuori”.

“Ci siamo posti una domanda – raccontano gli educatori – di cosa hanno bisogno oggi i giovani con disabilità per cui noi che lavoriamo nel terzo settore facciamo tutto questo? Ci siamo risposti che il loro principale bisogno è diventare ciò che sono. Non ciò che ciascuno di noi, nel suo ruolo, può concedergli di essere. Riconoscere a ciascuno di questi ragazzi con disabilità che sono persone eguali a noi in dignità e diritti è oggi, per fortuna, possibile. Ma ciò di cui hanno davvero bisogno, crediamo, è che una volta rivendicata la propria uguaglianza ciascuno di loro possa esprimere la propria differente unicità in un personale progetto di vita. Questo è la nostra Luna”.

Tra i presenti la presidente del distretto socio sanitario di Rimini nord, il Vicesindaco di Rimini Gloria Lisi, il Sindaco di Santarcangelo di Romagna Alice Parma insieme all’assessore ai servizi sociali Danilo Rinaldi, oltre a Valerio Giorgis, presidente della Cooperativa La Fraternità e le famiglie dell’associazione Men On the MOON.

Ma anche le assistenti sociali dei ragazzi, le aziende che hanno con cui sono già stati avviati dei progetti di tirocinio, i dirigenti le educatrici che lavorano con i ragazzi sugli obiettivi del loro progetto di vita, e diversi privati che, in tante modalità, hanno deciso di sostenere questo nuovo progetto.

“Era importante – conclude Borghesi – che ciascuno di noi vedesse la presenza dell’altro. Ciascuno dei presenti di oggi nel suo ruolo, fa già parte del puzzle che dà forma al progetto di vita dei giovani della Luna. Perché è vero, come recita il Piccolo Principe, che ciò che è essenziale è invisibile agli occhi. Ma è altrettanto vero che quando ti accorgi che c’è, lo tocchi, e senti che è lì sulla strada con te, e ancora più bello”.

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