martedì 15 ottobre 2019
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di Andrea Polazzi   
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mar 17 set 2019 12:49
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Serrande abbassate domani (mercoledì) anche in Emilia Romagna per le autoscuole che protestano contro l’introduzione dell’IVA al 22% sulle patenti a partire dal 3 settembre. Nel mirino anche la decisione di procedere al recupero retroattivo dell’imposta su tutti corsi per le patenti già effettuati sino al 2014. Il cambio di regime fiscale è stato deciso dall’Agenzia delle Entrate che ha recepito una sentenza della Corte di Giustizia Europea che nega che l’insegnamento delle autoscuole abbia gli stessi requisiti di scuole o università e che, perciò, debba essere sottoposto all’imponibilità IVA, chiedendo però un’integrazione delle dichiarazioni dei redditi sulle ultime cinque annualità fiscali aperte. L’esenzione IVA era in vigore dal 1972.
Unasca e Confarca, che rappresentano le autoscuole italiane, spiegano che sarà difficile, se non impossibile, recuperare l’aliquota sugli ex allievi che hanno pagato quanto pattuito secondo i listini degli anni scorsi quando vigeva per legge l’esenzione. Inoltre paventano conseguenze sulla sicurezza stradale con il calo drastico delle ore di guida degli allievi legato all’aumento delle tariffe. Gli accertamenti fiscali sono già partiti e si stima che ognuna delle 7mila autoscuole d’Italia debba versare circa 110mila euro. Con la retroattività saranno coinvolti 4milioni di conducenti già patentati. Le categorie parlano di una situazione surreale e si appellano alla politica per trovare una soluzione.

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