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Economia Politica

Ieg, niente vertici in Commissione. Brasini: azienda solida, si cerca Ad

In foto: la fiera
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 20 set 2019 16:27
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L’assenza del presidente Cagnoni e dei vertici Ieg era già stata preannunciata dal presidente di V commissione Matteo Zoccarato che l’aveva bollata come grave. “Il fatto che una governance di tale importanza – aveva detto l’esponente della Lega – decida di non rendere conto ai suoi cittadini non ci rassicura.” Presenti invece alla seduta convocata per fare chiarezza sulle dinamiche della fiera dopo le dimissioni il 28 agosto dell’Amministratore Delegato Ravanelli, l’assessore al bilancio Gian Luca Brasini e l’amministratore unico di Rimini Congressi Marino Gabellini. L’assessore nel suo intervento ha elogiato l’attività di Ravanelli attribuendogli buona parte dei meriti per la quotazione in borsa. Sulle dimissioni ha detto però di sapere solo quanto dichiarato dal diretto interessato che nell’agosto scorso spiegò che non c’erano più i presupposti per proseguire l’esperienza. Brasini ha voluto sgombrare però il campo dalle illazioni circolate (alcuni ipotizzavano contrasti nel management) e rassicurare sullo stato di salute del titolo in borsa. Dopo un ribasso registrato a cavallo dell’addio di Ravanelli, è tornato a salire ed è superiore alla quotazione di ingresso. “Questo perché gli attuali nuovi investitori considerano l’azienda solida e con fondamentali economici e finanziari di grande affidabilità” ha detto Brasini citando i positivi dati del semestrale di Ieg. Guardando al futuro l’assessore ha ricordato che il ruolo dell’amministratore delegato è strategico e quindi si andrà “a cercare una figura di alto profilo sul mercato con esperienza in società quotate”. Al momento le deleghe di Ravanelli sono in capo al presidente Cagnoni.

Brasini ha ricordato anche il consolidamento della Fiera negli ultimi anni e il percorso che ha portato alla quotazione in borsa, oltre alla riduzione del debito legato al Palacongressi, estinto per oltre 50 milioni nel giro di poco tempo (da 89 milioni di partenza a 39 milioni attuali legati ai mutui con Mps e Unicredit).

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