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Un incontro per approfondire

La lotta ai rifiuti in plastica passa dal Tecnopolo di Rimini

In foto: Tecnopolo
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 31 ago 2019 08:18 ~ ultimo agg. 2 set 04:59
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Uno dei temi più caldi degli ultimi anni è quello della lotta ai rifiuti in plastica. E non si tratta, come alcuni ritengono, di una ‘battaglia’ simbolica, ma di una guerra reale contro un nemico subdolo e molto pericoloso. Infatti, uno degli aspetti più detrimenti legati a questi materiali, più che la loro diffusione, è quello relativo alla loro scarsissima biodegradabilità quando dispersi nell’ambiente.
È uno dei materiali che più rappresenta la presenza dell’uomo sul pianeta; la plastica è resistente, longeva, quasi indistruttibile nelle comuni condizioni ambientali. Tra migliaia di anni potrebbero non esistere altre tracce di questo periodo storico, se non milioni di pezzi di plastica.
Ma cos’è la plastica?
La plastica è un nome generico usato per indicare in realtà molte famiglie di materiali polimerici. Un polimero è una molecola ad alto peso molecolare costituita da un gran numero di gruppi molecolari (monomeri) concatenati tra loro, ed è generalmente realizzata grazie a prodotti di origine petrolifera. Come detto, la plastica non è tutta uguale, oltre alla possibilità teoricamente infinita di combinare monomeri in diverso modo ottenendo diversi polimeri, gli stessi polimeri sono poi miscelati con plasticizzanti, coloranti, cariche e altri prodotti per ottenere i materiali plastici con le proprietà chimico-fisiche desiderate.
A questo punto, le plastiche nate dai vari processi vengono avviate alle varie industrie e successivamente iniziano la loro vita all’interno del mondo, nelle tante forme che conosciamo.
Alla fine del loro percorso di vita tutti questi prodotti hanno diverse strade davanti a sé: essere avviati a riciclo, essere inceneriti, oppure finire in discarica o, nella peggiore delle ipotesi, dispersi nell’ambiente.

«Nelle nostre società, pensare di fare completamente a meno della plastica da un giorno all’altro è una prospettiva irrealistica: i polimeri sono materiali diffusissimi in tutti i settori, in particolare nell’edilizia, nell’industria degli imballaggi, delle automobili, dei prodotti elettrici ed elettronici, dell’abbigliamento» dice Fabrizio Passarini, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale “Fonti Rinnovabili, Ambiente, Mare ed Energia” (CIRI FRAME), attivo presso il Tecnopolo di Rimini. «Perciò, oltre a lavorare sulla prevenzione, riducendo l’utilizzo di plastica monouso, come ci ha indicato una recente Direttiva Europea, per far fronte al problema dei rifiuti plastici occorre migliorare significativamente i trattamenti di recupero e valorizzazione. Il riciclo in primo luogo, anche se questo viene spesso ostacolato dalla disomogeneità del materiale in ingresso agli impianti»
Proprio per mettere a fuoco la complessa realtà della plastica, il 24 settembre a Rimini si svolgerà un convegno dal titolo: Plastiche, rischi ed opportunità nel contesto di un’economia circolare, promosso dal CIRI FRAME e dal Tecnopolo di Rimini. Si presenteranno le attività che si stanno svolgendo in Italia, sia nell’ambito della ricerca che in quello industriale. Si parlerà sia delle plastiche più tradizionali, che di quelle di più recente commercializzazione (le cosiddette “bioplastiche”).

Interverranno rappresentanti di Istituzioni locali, oltre a ricercatori dell’Università di Bologna che svolgono ricerche in questo settore, anche presso il Tecnopolo di 01Rimini, aziende come HERA, il consorzio COREPLA, ed altri attori del mercato e della ricerca industriale.