lunedì 16 settembre 2019
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di Lamberto Abbati   
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sab 13 lug 2019 14:45 ~ ultimo agg. 14 lug 15:54
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La serata a Rimini con amici stava per finire nel peggiore dei modi per un sammarinese di 25 anni che ieri notte, intorno alle 3, è stato rapinato del suo Rolex Submariner del valore di 8mila euro da un transessuale peruviano. Il gruppo di amici, dopo essere uscito da un locale sul lungomare Tintori, si è diretto in via Colombo, dove due trans peruviani hanno avvicinato i quattro giovani. Mentre uno dei due distraeva gli amici, l’altro afferrava con forza la mano destra del sammarinese, quella in cui aveva al polso il Rolex, e gliela spingeva con forza sotto il vestito attillato di colore nero, cercando intanto di offrirgli una prestazione sessuale: “Hai voglia di fare l’amore? Quanti soldi hai? Dai, vieni con me…”, è stato l’invito esplicito del travestito. Che, nel momento in cui gli spingeva la mano sotto la sua gonna, ha emesso un urlo non affatto casuale. Infatti, con quell’urlo il trans aveva coperto il rumore dello sgancio del cinturino in acciaio e oro.

Il giovane sammarinese, dopo essersi divincolato dalla presa del peruviano e aver rifiutato le avances, si è accorto di non avere più il Rolex. I due trans, ottenuto quello che volevano, sono corsi via inseguiti dal gruppo di amici, che nel frattempo ha dato l’allarme alla polizia. Quando gli agenti sono giunti sul posto i due travestiti erano riusciti a far perdere le loro tracce ma, grazie alla precisa descrizione fornita dai giovani, nel giro di poco hanno individuato uno dei due rapinatori, che si era accovacciato poco distante in un cespuglio tra le macchine parcheggiate. Il transessuale è stato arrestato e il suo cellulare sequestrato. E proprio dalla chat di WhatsApp del complice, i poliziotti sono riusciti a recuperare il Rolex. Infatti il transessuale fuggito aveva mandato al collega la geolocalizzazione del luogo in cui aveva nascosto il Rolex, avvolto in un fazzoletto bianco e lasciato sotto un’auto parcheggiata in via Cappellini. Ovviamente non poteva sapere che il cellulare del collega era nelle mani dei poliziotti, che così sono riusciti a restituire il prezioso orologio al legittimo proprietario. Del secondo trans peruviano, invece, ancora nessuna traccia.

 

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