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di Redazione   
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sab 27 lug 2019 10:36 ~ ultimo agg. 15:51
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Dopo una maratona di 39 ore (la più lunga di sempre), l’assemblea legislativa regionale ha approvato nella notte (alle 3.35) la legge anti discriminazioni. Il provvedimento ha ottenuto il sì da Pd, Cinquestelle, Sinistra italiana e Misto (Prodi e Sassi). No da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia
1.787 gli emendamenti presentati, in gran parte da Fratelli d’Italia, per fare ostruzionismo sulla legge.
Il consigliere Michele Facci (Fdi), in conclusione alla seduta, ha parlato di “una legge che crea corsie preferenziali, di forte impatto ideologico, che vuole promuovere il concetto omosessualista, che invoca tutele che, in realtà, già esistono”. Anche per Fabio Callori (Fdi) la “legge nasce già sbagliata, vincola le persone a fare scelte che magari non volevano fare, non ci fa fare passi avanti”. Andrea Galli (Fi) ha invece ribadito che “i sessi sono due”. E ha poi criticato la surrogazione di maternità: “Ricordo a tutti che le gestazioni per procura sono sempre a pagamento”. Per Giancarlo Tagliaferri (Fdi)ognuno farà i conti con la propria coscienza, io sono tranquillo, non la baratto con trenta brioches del Cassero, avrete vinto una battaglia ma non la guerra”.

Stefano Caliandro (Pd) ha parlato di “percorso condiviso e aperto: un disegno ambizioso, un primo importante passo, una scelta importante per tutto il centrosinistra, quella della lotta alle discriminazioni è una partita sempre aperta, c’è ancora molto da fare, è nostro dovere garantire la libertà delle persone”. Paolo Calvano (Pd) è intervenuto sul tema dei diritti che “sono integrati nella cultura liberare, ma non sono acquisiti. Il dibattito che c’è stato mi permette con orgoglio di dire convintamente che tutto il Partito democratico è dalla stessa parte, difenderemo questo provvedimento”. Per Gian Luca Sassi (Misto)il fulcro di questa legge è la lotta alle discriminazioni, spero porti qualcosa di buono”.

Silvia Prodi (Misto) pur condividendo l’impianto della legge ha comunicato voto contrario sull’articolo 12 (che blocca gli aiuti per quelle associazioni che nello svolgimento delle proprie attività realizzano, organizzano o pubblicizzano la surrogazione di maternità), parlando di “riferimento vessatorio”. Contro l’articolo 12 anche Silvia Piccinini (M5s): “Questo articolo è un bavaglio per le associazioni”. La consigliera ha comunque voluto rimarcare che “c’era bisogno di questa legge, da qui indietro non si torna”. Anche per Igor Taruffi (Si)è un errore inserire questo articolo, la legge parla d’altro”. Il consigliere ha poi criticato la scelta di una parte dell’opposizione sull’ostruzionismo: “Siamo stati ostaggi delle destre, ma il lavoro all’interno del centrosinistra, di confronto, ha prodotto un risultato importante”. Daniele Marchetti (Ln) ha ribadito che “questo articolo è il risultato del compromesso all’interno del Pd, simbolo dello scontro che c’è stato, e che comunque non racconta nulla di nuovo”. Questa legge, ha poi rimarcato, “non andrà a contrastare realmente le forme di violenza di genere”. Anche per Andrea Bertani (M5s)nel Pd si è cercato un equilibrio, si è voluto mettere un contrappeso, nessuno deve essere discriminato, quell’articolo è di troppo”.

La dignità delle persone non si ferma con l’ostruzionismo“. Questo il commento del presidente della Regione Stefano Bonaccini. “L’Emilia-Romagna – prosegue – fa un passo avanti importante sul terreno dei diritti, affermando il diritto alla piena autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere. Fissiamo un principio che mai deve essere messo in discussione, e cioè che ogni persona vale in quanto tale, per ciò che è”.

Critiche al provvedimento arrivano anche dal segretario della Lega Nord Romagna, l’onorevole Jacopo Morrone che ricorda come vadano applicate le norme contro la discriminazione già esistenti. Secondo l’onorevole la legge della Regione vuole invece “imporre alla società un modello congeniale ai propri obiettivi, attraverso la rieducazione, l’informazione addomesticata e la demonizzazione di chi non si conforma”. Morrone parla anche “delle risorse pubbliche destinate alla solita galassia di organizzazioni che ruotano intorno al Pd e agli ambienti LGBT, risorse che certamente potrebbero essere meglio impiegate”.

Siamo amareggiati per l’assurdo ostruzionismo inscenato dalle destre, stanchi ma soddisfatti e soprattutto consci che anche in questo delicato, difficile ed interminabile passaggio assembleare, la Regione Emilia-Romagna, ed il PD in primis, ha onorato la sua tradizione di inclusività e civiltà anche e soprattutto in rappresentanza di tutte le cittadine e cittadini emiliano-romagnoli.” Con queste parole il Gruppo PD della Regione saluta l’approvazione del Progetto di Legge.

Proprio questa notte in Assemblea Legislativa – commenta l’assessore al bilancio Emma Petittiabbiamo approvato la Legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Un ulteriore tassello per l’avanzamento dei diritti, su cui si è schierata tutta la maggioranza regionale senza se e senza ma, dando vita a un lavoro di squadra bellissimo e quasi senza precedenti. Insieme ai colleghi della Giunta e a tutti i consiglieri del centrosinistra abbiamo fatto i turni alternati pur di rimanere in aula anche di notte per respingere, uno ad uno, gli oltre 1700 (sì 1700) emendamenti presentati dal centrodestra allo scopo di indebolire il testo e impedirne l’approvazione. Una maratona che è andata avanti diversi giorni perché c’è ancora chi nel 2019 fa ostruzionismo su chi altro non vuole che superare il muro delle discriminazioni e garantire maggiore libertà di scelta (e di essere) alle persone. La legge per la quale abbiamo lavorato e lottato è un inno alla libertà e ci rende ancora più orgogliosi perchè avviene in concomitanza con il Rimini Summer Pride, donando ai nostri sforzi anche un valore simbolico”.

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