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di Redazione   
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mar 16 lug 2019 10:14
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Dopo la solidarietà di Patto Civico (vedi notizia), la presidente del consiglio comunale Sara Donati incassa anche quella del partito democratico. In un lungo comunicato promosso dalle Consigliere PD e sottoscritto da tutto il Gruppo PD si parla di sconfortante stillicidio di attacchi” e si punta il dito sulla “foga giustizialista dei due avvocati consiglieri” Marzio Pecci e Mario Erbetta. Il Pd parla di una vicenda pretestuosa e sottolinea l’alto profilo istituzionale della Donati che ha fornito “sui fatti oggetto di contestazione ha fornito un’immediata e esauriente spiegazione“. Nella nota, richiamando la presentazione della mozione di sfiducia nel corso dell’ultima seduta del consiglio, il Gruppo Pd ricorda  “che non è possibile discutere un argomento non all’ordine del giorno. Questo i consiglieri di opposizione lo sanno bene, ma hanno tentato di forzare la mano, in violazione delle regole che impongono di discutere la mozione presentata non prima dei 10 gg e non dopo i 30gg. La norma è fissata dallo Statuto“.

La nota del Gruppo Pd

Dobbiamo prendere atto dello sconfortante stillicidio di attacchi indirizzati verso la Presidente del Consiglio Comunale Sara Donati da parte del consigliere Pecci e da ultimo dal consigliere Erbetta. Attacchi che in queste settimane hanno assunto la connotazione di una vera e propria arringa contro la persona Sara Donati rea di aver leso con il proprio comportamento i principi della democrazia consigliare e per questo assunta come bersaglio dalla foga giustizialista dei due avvocati consiglieri. Preoccupanti alcuni recenti definizioni proferite dal cons. Pecci verso la Donati degne del peggior Bar della brutta politica.

La presidente del Consiglio Comunale dott.ssa Sara Donati in questi anni di impegno politico istituzionale ha dimostrato di essere una figura politica di alto profilo, una donna che ha saputo rivestire ruoli importanti con impegno, dedizione, rispetto delle persone , delle istituzioni, e soprattutto dimostrando competenze e serietà al di là di ogni appartenenza politica.

Con le proprie capacità, con la propria forza e sensibilità ha contribuito ad aggiungere un valore aggiunto al ruolo che riveste , nel pieno rispetto del funzionamento consiliare e con un costante atteggiamento di imparzialità e correttezza verso le singole rappresentanze politiche.

Sui fatti oggetto di contestazione Sara Donati ha fornito un’immediata e esauriente spiegazione, insufficiente però a placare l’arringa furiosa del consigliere Pecci che dapprima ha tentato la convocazione di un’inappropriata commissione “giudicante” sino alla recente mozione di sfiducia presentata in consiglio comunale, ben supportato dal cons. Erbetta nell’evocazione di scenari antidemocratici e cospirativi.

Occorre in merito chiarire un presupposto: non è possibile discutere un argomento non all’ordine del giorno (la mozione di sfiducia).
Questo i consiglieri di opposizione lo sanno bene, ma hanno tentato di forzare la mano, in violazione delle regole che impongono di discutere la mozione presentata non prima dei 10 gg e non dopo i 30gg. La norma è fissata dallo Statuto. Basta leggerlo.
Quindi è scandaloso che questi consiglieri tentino impunemente di infrangere le regole per poi insultare chi si adopera per farle rispettare. Se avessero veramente a cuore il rispetto della democrazia dovrebbero essere i primi a farsi da parte.

Le urla e il caos in aula sono la conseguenza delle ripetute violazioni non solo del regolamento, ma anche delle più basilari regole di comportamento e di decenza tenute dal consigliere Erbetta e dal consigliere Pecci. Hanno solo tentato di usare il Consiglio Comunale come un palcoscenico per il loro show. Molto più di mille parole basta riguardare il filmato della serata per constatare il livello cinematografico di serie zeta a cui si è giunti.

Bene ha fatto la Presidente a sospendere la seduta e a riprenderla dopo aver calmato gli animi.

Invitiamo pertanto i colleghi consiglieri a ricondurre le proprie battaglie alle realtà dei fatti e al merito delle questioni finendola di monopolizzare pretestuosamente questa vicenda, gestita ad arte per nascondere il pensiero debole di una minoranza a corto di idee e proposte per la Città di Rimini.

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