sabato 15 giugno 2019
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matrimoni: una riflessione

Weekend of weddings

In foto: dal blog di don Andrea Turchini
di Andrea Turchini   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 11 giu 2019 09:58 ~ ultimo agg. 09:59
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l weekend che è appena trascorso, è stato davvero un weekend particolare: ben quattro coppie hanno deciso di celebrare il loro matrimonio in chiesa e, come ci hanno detto dal Comune, altre quattro hanno celebrato il loro matrimonio con il rito civile.
Credo che sia una bella cosa di cui gioire; un segno di speranza e di fiducia.

Auguri a Ilaria e Mirko, Valentina e Davide, Elisa e Gianluca, Claudia e Fabio, che sabato scorso hanno celebrato le loro nozze nella nostra comunità, e alle altre quattro coppie che non conosciamo, ma alle quali desideriamo far giungere un pensiero di bene e di affetto.

A proposito di matrimoni, forse molti già sanno che, dalla scorsa estate, a Santarcangelo, non accogliamo più le celebrazioni nuziali di coppie che non hanno un legame con la nostra parrocchia.
Per la bellezza di Santarcangelo, e di alcune delle nostre chiese, sono molte le coppie chiedono di venirvi a celebrare le loro nozze.
Dopo attenta valutazione, abbiamo deciso di non accogliere più queste richieste perché ci sembrava che, nella maggior parte dei casi, prevalessero motivazioni esteriori e non ci fosse alcun interesse a mettersi in gioco in una relazione con la nostra comunità.
Crediamo che, come tutti i sacramenti, anche il matrimonio sia un gesto ecclesiale e non privato, e che richieda un legame (almeno oggettivo) con la comunità in cui si celebra. Non ci è sembrato opportuno continuare in questa prassi ambigua, in cui sembrava che noi “affittassimo” le nostre chiese per coppie che erano alla ricerca di locations suggestive (è l’espressione in voga).
Inoltre è accaduto che qualche coppia della parrocchia non potesse trovare le chiese disponibili per la celebrazione del matrimonio, perché già occupate preventivamente da altre coppie provenienti da vari luoghi della provincia o dell’Italia.
Non abbiamo intenzione di imboccare, anche per i matrimoni, la logica esclusiva dei vari “prima questi o gli altri“, ma solo di riportare alla verità e alla relazione ecclesiale una celebrazione che, spesso, più che il sacramento dell’amore nuziale, rischia di celebrare l’effimero e l’apparenza.

Durante i prossimi mesi del 2019, avremo la gioia di accompagnare alle nozze altre ventidue coppie; molte di loro le abbiamo conosciute nei corsi in preparazione al matrimonio, che da tre anni viviamo in una modalità che valorizza soprattutto la relazione e che crea delle belle storie di amicizia e di condivisione: ne siamo molto contenti!
Ricordiamo tutti questi sposi e futuri sposi, li abbracciamo con grande affetto e ci impegniamo a sostenerli nel bellissimo e difficile cammino dell’amore vissuto secondo la misura di Gesù, quello che, arricchito della grazia dello Spirito Santo, diventa un sacramento dell’amore di Dio per l’umanità intera.

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