venerdì 24 maggio 2019
In foto: il Franchini
di Redazione   
lettura: 3 minuti
lun 13 mag 2019 15:00 ~ ultimo agg. 15:34
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Era prevedibile che l’ospedale Franchini, e in particolare il reparto di Senologia, sarebbe stato un tema caldo della campagna elettotorale a Santarcangelo. E negli ultimi giorni lo scontro a distanza tra “PenSa-Un mano per Santarcagelo” e “Un bene comune” si è fatto aspro. All’ultimo intervento della lista a sostegno di Alice Parma (vedi notizia), arriva la controreplica di Laura Torri, candidata di “Un bene comune” ed ex vicepresidente dell’associazione Punto Rosa che sabato scorso aveva sollevato la questione.

“Per nascondere la perdita del primariato, citano un documento approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale nel 2015 (non era altro che una dichiarazione di intenti), quando io ho parlato di ciò che successe l’anno dopo, nel 2016. Quindi, che senso ha parlare di ciò che venne approvato l’anno prima in Consiglio Comunale, se poi nel 2016 Alice Parma, sempre in Consiglio Comunale, si rimangiò tutto davanti alle donne del Punto Rosa, bocciando il nostro Ordine del Giorno che chiedeva la “Struttura Dipartimentale”? Noi non dimentichiamo.

Forse “PenSa Una Mano”, invece, si dimentica che la “Struttura interdipartimentale” è stata accettata solo dopo, nel 2018 (ad oggi non ancora esecutiva). Dopo che è stato bocciato nel 2016 l’ODG che chiedeva proprio la “Struttura Dipartimentale”. Dopo le proteste del Punto Rosa. Dopo che è stata smascherata la strategia del depotenziamento della Senologia, al quale Alice Parma si è prestata”.

“Chi ci accusa di aver dedicato nel programma solo “poche righe” per l’ospedale “concentrate esclusivamente sulla senologia”, dimostra di non averci MAI ascoltato e soprattutto di non aver letto il nostro programma” che ha per incipit: “Come sappiamo un ospedale può dirsi tale quando è presente un servizio di medicina generale, di chirurgia generale e di pronto intervento”. Senza dimenticare il corposo capitolo dedicato ai servizi socio-sanitari. Un po’ smemorati i nostri amici di PenSa Una Mano”.

Poi la Torri aggiunge una dettagliata cronistoria:

Nel 2012

Dr. MONTESI va in pensione e viene sostituito dal Dr. SAMORANI come Facente Funzioni.

Il Dr. IOLI (ora candidato con la Parma) chiede al Dr. SAMORANI di salvare la chirurgia, perché un ospedale senza chirurgia diventa un cronicario come Savignano.

Nel 2014

Validazione da parte del Ministero della Salute del Nuovo Metodo per la Localizzazione del Linfonodo Sentinella nel cancro della mammella premiata con Arcangelo D’Oro dal sindaco Parma in persona.

Nel 2015

Grande risultato: La certificazione di qualità della Breast Unit da parte dell’ente certificatore della Comunità Europea.

Sempre nel 2015

Mozione votata in consiglio comunale anche in presenza del Dr. Samorani dove ci si impegna, solo a parole, a sostenere la chirurgia. Leggete bene, è impossibile che si fosse parlato della “Struttura Semplice” in quanto è argomento della bozza sulla riorganizzazione della sanità Ausl Romagna, del 2016.

Nel 2016

Inizia il depotenziamento. Ausl Romagna decide di tagliare il primariato di Chirurgia senologica di Santarcangelo (in favore di Forlì), trasformandolo in una “Struttura Semplice”. Nonostante i requisiti di Santarcangelo superassero quelli di Forlì e fosse l’unica Senologia in Romagna ad essere certificata EUSOMA. In quel momento, sia a Forlì che a Santarcangelo, i direttori erano 2 facenti funzioni.

Inoltre, la legge (e non i soliti mistificatori della realtà), recita che la “Struttura Semplice” non ha autonomia, perché rientra nel budget e nelle risorse umane del primario, perciò di Forlì (studiate prima di mentire).

Morale della favola: la Giunta Parma, non mantiene la promessa fatta nel 2015 e respinge l’ordine del giorno che il Punto Rosa aveva fatto pervenire a tutti i partiti per difendere la chirurgia, proponendo la “Struttura Dipartimentale” (quella sì, con autonomia di budget e risorse umane). Santarcangelo perse in questo modo la sua autonomia per diventare “Struttura Semplice” e dipendere dal primariato unico di Forlì. La Parma si piegò così al volere dei diktat di partito, girando le spalle alle donne.

Questi sono i fatti. Il resto sono solo bugie.

 

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