lunedì 24 giugno 2019
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Il suo impegno per la rupe

Paolucci cittadino onorario di San Leo

In foto: gli amministratori leontini insieme a Paolucci
di Redazione   
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dom 19 mag 2019 15:38
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Giornata speciale ieri per San Leo. Nel torrione Martiniano della Fortezza il professor Antonio Paolucci ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria dalle mani del sindaco Mauro Guerra.

“Sono orgoglioso e felice – ha detto Paolucci – di ricevere questo riconoscimento che per me, riminese, significa tornare indietro nel tempo e ricordare San Leo così come mi appariva negli anni felici dell’adolescenza e della prima giovinezza. San Leo come la piccola patria lontana e segreta, il luogo del paesaggio, della natura, della cultura, a pochi chilometri di distanza dalle luci e dal clamore della riviera. Il Montefeltro “è più di un territorio, è una subregione come io dico sempre, ha tutti i caratteri fisici, geologici, antropici di una vera e propria subregione, dislocato com’è fra Romagna, Marche e Toscana, con alle spalle i grandi monti dell’Appennino e di fronte l’Adriatico”.

Il Carpegna, “questo gigante che vigila sulle Romagne e sulle Marche insieme ed ha il suo cuore tra le valli del Marecchia e del Foglia, un territorio di antichissimo meticciato, dove si sono mescolate lingue, dialetti, culture, tradizioni.Terra campo di battaglia, di scontro e di incontro, fra i grandi signori della guerra del 400: Sigismondo Malatesta, Federico da Montefeltro; terra frequentata  da artisti quali Piero della Francesca, Melozzo, Paolo Uccello…”

Paolucci ha dipinto San Leo come la “città che è stata colpita e attraversata dai marosi della storia che si sono rimescolati alla base della sua Fortezza: la San Leo del Re d’Italia Berengario, di San Francesco d’Assisi, che un giorno del 1213 ricevette proprio qui dal conte Orlando di Chiusi il dono del monte della Verna; la San Leo di Cesare Borgia, di Lorenzo de’ Medici…”.
Così  la Fortezza, la Rocca, “è un segno del territorio, una evidenza monumentale che marca lo scenario che ci circonda”.

E’ stato il sindaco Guerra a motivare il riconoscimento, attraverso aneddoti, ma soprattutto il grande impegno dello storico dell’arte dopo il crollo di una porzione della rupe avvenuto nel 2014. In quella occasione Paolucci fu l’autorevole voce che si levò forte per aiutare e difendere San Leo: “aiutare San Leo è un dovere, non solo del governo ma di tutta la Nazione”, disse. “Abbiamo tra le mani uno dei borghi più belli d’Italia, anzi, il paesaggio più bello d’Italia”.

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