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Dalla Polizia

In casa 158 grammi di cocaina, arrestato spacciatore

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 11 mag 2019 14:50 ~ ultimo agg. 17:19
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La Squadra Mobile della Questura di Rimini ha tratto in arresto un 33enne di origine albanese poiché trovato in possesso di un considerevole quantitativo di droga, che se venduta i consumatori della Riviera romagnola avrebbe fatto guadagnare parecchie migliaia di euro.

Da tempo gli investigatori sapevano di un giovane albanese che smerciava cocaina in zona Cattolica – Pesaro e che utilizzava per le consegne, che era solito effettuare durante il giorno, la stessa autovettura Alfa Romeo. Dopo una serie di servizi di appostamenti e osservazione, l’auto è stata individuata nel parcheggio antistante un condominio ubicato a Gabicce Mare. Gli accertamenti hanno permesso di identificare l’uomo e di individuare un’altra abitazione in uso all’albanese, nello stesso comune.

Nella serata di ieri l’auto è stata individuata e fermata sulla SS-16 all’altezza di Cattolica con lo straniero a bordo che aveva nel portafoglio 1400 Euro, probabile provento di una recente consegna di droga. Alla richiesta di dove abitasse lo stesso ha detto che stava cercando casa, che aveva lasciato da poco uno dei due appartamenti seguiti dai poliziotti e che al momento viveva con la sua ragazza a Pesaro.

Nel borsello il giovane aveva due chiavi, di cui una di un garage. Alla richiesta di quale appartamento aprissero, ha detto che erano della casa di Pesaro della sua ragazza senza nessuna menzione la suo appartamento cattolicihino.

Dopo avere controllato il veicolo nei locali della Polizia Stradale di Riccione gli operatori, di concerto con l’autorità giudiziaria, hanno deciso di procedere alla perquisizione dell’appartamento che l’uomo voleva tenere ‘’coperto’’. I poliziotti sono entrati all’interno della casa utilizzando proprio la chiave del garage trovata in suo possesso.

Una volta dentro, l’uomo ha ammesso subito di possedere stupefacente poi rinvenuto anche grazie alle sue indicazioni, insieme al denaro e al materiale utile per il confezionamento e la pesatura della droga (un bilancino elettronico, una macchina per sottovuoto, un rotolo di buste per sottovuoto identiche a quelle utilizzate per formare le cinque confezioni sottovuoto, un rotolo di buste di plastica trasparenti identiche a quelle utilizzate per confezionare le due dosi più piccole termosaldate, dei rotoli di nastro adesivo da pacchi di colore marrone e un taglierino).

Nello specifico sono stati trovati 158,8 grammi lordi di cocaina, suddivisa in sette confezioni così formate: nr.5 confezionate sotto vuoto con delle buste di plastica trasparenti, arrotolate con del nastro adesivo da pacchi di colore marrone, dai pesi lordi: gr.30,7 — 30,3 – 56,2 – 14,5 – 20,9; nr.2 formate con ritagli di plastica trasparente termosaldate, aventi rispettivamente i pesi lordi: 5,5 – 0,7; la confezione di gr.56,2 veniva rinvenuta dentro una scatola da scarpe riposta su una scaffalatura in mezzo a degli attrezzi da lavoro, esistente dentro lo sgabuzzino ubicato esternamente al garage; cinque confezioni si trovavano dentro una busta della spesa, appesa a una delle scaffalature lì esistenti) Quella di gr.14,5 si trovava dentro la tasca di una tuta da lavoro appesa nel garage, insieme alla quale veniva anche rinvenuta la chiave utile ad aprire una porta che accedeva al cortile interno.

Nel cortile si trovava lo sgabuzzino su indicato pieno di materiale edile, chiuso con una porta in ferro che veniva aperta con la chiave rinvenuta in precedenza in possesso dell’arrestato stesso. Oltre al materiale su indicato, veniva rinvenuta una considerevole somma di denaro, nascosta dentro un secchio vuoto di vernice che si trovava tra altri secchi pieni, per un totale di 5900 euro — somma sequestrata, poiché, ritenuta essere il provento della pregressa attività di spaccio.

Lo stesso disponeva in macchina di due telefoni cellulari, riposti nel vano porta oggetti. Uno dei due era accesso, ma l’uomo asseriva essere di proprietà del cugino, il quale però non era in grado di fornire il PIN, circostanza che faceva dubitare sulla proprietà del cellulare.

I cellulari sono stati sequestrati poiché necessari per il prosieguo delle indagini, dal momento che si è ritenuto essere utilizzati dall’albanese in oggetto indicato per attuare la sua attività di spaccio. Visti i fatti, rivelatasi una concreta gravità e pericolosità del soggetto, nonché dal considerevole quantitativo di droga rinvenuto, suddiviso sottovuoto e in confezioni di diverso peso e data la considerevole somma rinvenuta, il cui possesso era evidentemente ingiustificato, soprattutto in ragione della mancanza di qualsiasi tipo di attività lavorativa e di qualsiasi reddito e mezzo di sostentamento, il personale della Squadra Mobile di Rimini non ha avuto dubbi in ordine alla sua attività di spaccio, certamente non di piccole dosi tenuto conto delle confezioni rinvenute. Il mantenimento della macchina e della casa, anche se avesse avuto una regolare occupazione, non gli avrebbe mai consentito di accumulare una cifra simile, il cui possesso non può che essere riconducibile esclusivamente alla sua intensa attività di spaccio.

In virtù di quanto esposto l’uomo veniva tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente, e su disposizione dell’A.G. è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Pesaro.

 
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