domenica 22 settembre 2019
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di Francesca Magnoni   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 23 mag 2019 15:57 ~ ultimo agg. 16:12
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Le settima puntata ci porta direttamente in montagna, a conoscere Alessandro Moschietto, 29 anni, che nel paesino di Coazze, nella Val Sangone, in Piemonte, vive e conduce una piccola azienda agricola, in un territorio tipicamente alpino, dove a prati irrigui, castagneti ed estese faggete nella parte più bassa, seguono ampi pascoli, fino a giungere alle creste rocciose delle montagne.

In montagna, si sa, il settore agricolo fatica più che altrove a svolgere il proprio ruolo di tassello indispensabile per una crescita armonica sia dal punto di vista sociale che economico per la collettività e ciò è legato al limite stesso che l’essenza della vita in montagna rappresenta: qui è limitato l’orizzonte, vi sono limiti altitudinali per le diverse colture, vi è un limite fisico alla possibilità di scambi. Bene, è proprio in queste zone di montagna che possono essere sviluppate soluzioni atte a garantire sostenibilità e tra queste c’è la multifunzionalità, ovvero la capacità di svolgere più attività assieme. E quella di Alessandro è la tipica azienda multifunzionale, una piccola impresa portata ad occuparsi di diverse attività: la coltivazione di foraggi, cereali, orticole, la silvicoltura e la zootecnia per la produzione di carne bovina e prelibati salumi.

LO SPOPOLAMENTO IN MONTAGNA

Il suo è un territorio che ha conosciuto lo spopolamento nel dopoguerra e che oggi è soggetto a forti rischi idrogeologici: qui l’attività agricola è fondamentale per contribuire al mantenimento del paesaggio. In estate Alessandro conduce le vacche al pascolo, per poi venire spostate a valle dove, grazie ad un contratto di soccida con un altro giovane allevatore, vengono accresciute per poi essere macellate. La carne prodotta è poi venduta nel punto vendita aziendale: un ciclo produttivo che mantiene viva questa zona ricca di fascino e di potenzialità ma indubbiamente difficile da gestire.

IN CUCINA

La puntata ha sempre un focus sul territorio curato da un referente di Confagricoltura, l’organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana che collabora al progetto, e si conclude con una ricetta regionale preparata dagli studenti e docenti dell’Istituto Alberghiero Pietro Piazza di Palermo e alcuni consigli di sana e corretta alimentazione curati da Francesca Cerami, esperta in nutraceutica, dell’Istituto per la Promozione e la Valorizzazione della Dieta del Mediterraneo che ha sede a Palermo

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