domenica 21 aprile 2019
In foto: al centro il sostituto procuratore Marino Cerioni
di Lamberto Abbati   
lettura: 1 minuto 3.662 visite
ven 12 apr 2019 19:14 ~ ultimo agg. 13 apr 14:37
Print Friendly, PDF & Email
1 minuto 3.662
Print Friendly, PDF & Email

Nell’ambito dell’operazione “Rischio Zero” sulle truffe assicurative (vedi notizia), sono finiti nei guai anche un avvocato del Foro di Rimini, la sua cliente e un medico di base. Dalle intercettazioni telefoniche di alcuni degli indagati, sono emerse alcune conversazioni sospette tra un medico di base e un avvocato riminese, nel corso delle quali il legale chiedeva al dottore il rilascio di una perizia comprovante lo stato depressivo di una sua assistita, che aveva in corso una causa civile di divorzio con l’ex marito, in modo così da poter chiedere un aumento dell’assegno di mantenimento mensile già percepito.

Il certificato col quale si attestava che la paziente era in cura da due anni per disturbi di carattere psichico, è stato rilasciato dal medico pur non essendo la donna mai stata in cura nel suo ambulatorio. A provare il fatto,  la presenza, riscontrata dagli inquirenti, del certificato medico incriminato proprio nel fascicolo processuale della causa di divorzio. Secondo la dichiarazione a firma del medico di base, quindi, la donna da due anni sarebbe ricorsa alla sua consulenza per uno stato ansioso depressivo, causato verosimilmente dall’ex marito che non avrebbe provveduto adeguatamente al mantenimento dei figli.

Da qui l’iscrizione nel registro degli indagati per l’avvocato, la cliente e il medico, accusati in concorso di falsità ideologica nella produzione di certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità. Per il legale, inoltre, anche l’aggravante di aver promosso e organizzato la cooperazione nel reato.

Notizie correlate
di Redazione   
di Redazione   
VIDEO
Meteo Rimini
Previsioni Emilia Romagna