lunedì 18 novembre 2019
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Gli auspici del capogruppo

Pecci (Lega): un assessorato per lavoro e imprese

In foto: Marzio Pecci
di Maurizio Ceccarini   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 1 apr 2019 13:55 ~ ultimo agg. 13:57
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Serve un cambio di passo da un’Amministrazione che ancora ha fatto troppo poco per la città e che deve mettere le imprese in condizioni di non dover subire lungaggini procedurali. Lo sollecità il capogruppo della Lega Marzio Pecci che auspica, oltre a una maggiore efficienza di macchina e dirigenti comunali, anche la creazione di un assessorato per lavoro e imprese. E così come è stato raggiunto il protocollo per la stazione presentato nei giorni scorsi, Pecci auspica che simile iniziativa di rilancio possa avvenire anche per l’aeroporto.


Il bilancio di metà mandato della Giunta Gnassi non risulta essere positivo dato che i progetti annunciati non hanno trovato ancora l’avvio: un esempio per tutti: il “Parco del Mare”. Anche se è innegabile che l’inaugurazione del tanto atteso teatro Galli sia stata fatta, è anche vero che l’arredo di piazza Malatesta (bello o brutto che sia) debba essere ancora completato!

Al di fuori di queste due opere l’amministrazione comunale non ha prodotto altro: le periferie, da Miramare a Santa Giustina, sono ferme, la crisi economica continua, e la macchina burocratica comunale non è stata snellita ed i dirigenti non favoriscono il cambiamento imputando la responsabilità alle numerose leggi dell’ordinamento. Fortunatamente non è più il tempo delle scusanti.

Chi viene retribuito in modo superiore rispetto al comune impiegato deve essere capace di assumersi le responsabilità in forza delle competenze che ha dichiarato di possedere. I dirigenti del Palazzo comunale devono comprendere che il fattore tempo è, oggi, molto importante, sia per i cittadini che per le imprese e, quindi, le procedure vanno snellite e solo loro possono contribuire a farlo.

La Giunta del Sindaco Gnassi non è stata capace, in tre anni, di completare l’informatizzazione di tutti gli uffici comunali per cui l’evasione tributaria ed i ritardi decennali nell’esame delle pratiche di condono (n. 5.000 pratiche sembra essere l’arretrato) sono figli della inefficienza del Sindaco, dell’assessore e dei dirigenti di quegli Uffici.

Da Capogruppo del primo partito di opposizione rivendico il diritto di “denunciare” pubblicamente le inefficienze di una Amministrazione in cui il maggiore responsabile, il Sindaco, dimostra il proprio disinteresse al problema sottraendosi, insieme all’assessore per l’informatizzazione, al dibattito, in consiglio comunale, in cui vengono denunciate continuamente le inefficienze degli uffici.

Così come è oggi la macchina comunale riminese non funziona però tutti sono concordi nel rivendicare maggiori compensi e premi di produzione salvo poi ripetere i medesimi comportamenti che, da sempre, caratterizzano l’apparato pubblico. A tutti va dunque detto ad alta voce ed in modo fermo che il fattore tempo non è più una risorsa illimitata come quando potevano trascorrere secoli prima di sbarcare sulla luna.

Oggi sulla luna ci siamo già andati ed il tempo è diventato una risorsa che già fa i conti con i mesi e con le settimane e non più con gli anni e con i secoli come accadeva prima. Per questo non possiamo aspettare la scadenza del mandato della Giunta  e, quindi, l’auspicato cambio di maggioranza; occorre agire già da subito.

Il tempo è dunque un vincolo per il processo di modernizzazione che ha bisogno di una cultura innovativa e riformista – che questa amministrazione sta dimostrando di non avere – che sappia fare del comune un ente locale idoneo a dare risposte veloci ai propri cittadini ed alle proprie imprese con servizi ed infrastrutture efficienti.

Per questo propongo al Sindaco, pubblicamente, di introdurre un assessorato dedicato al Lavoro e alle Imprese per adottare le best practices volte a snellire le procedure per aprire un’attività o per ricevere la documentazione pubblica e, magari, iniziando a studiare un progetto, dopo il protocollo con Ferrovie dello Stato e Regione per la stazione, anche per l’aeroporto per farlo diventare la porta d’ingresso del turismo culturale in Italia.

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di Redazione   
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