venerdì 19 aprile 2019
In foto: Marco Pantani
di Redazione   
lettura: 2 minuti
mar 16 apr 2019 16:55 ~ ultimo agg. 18:13
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Una vicenda, quella della ricostruzione della morte di Marco Pantani, che sembra non dover mai arrivare alla parola fine. Nonostante l’iter giudiziario abbia da tempo sancito la morte per overdose, periodicamente c’è chi mette in dubbio le conclusioni degli inquirenti. Oggi la commissione parlamentare antimafia ha ascoltato un ex ufficiale che ha sollevato nuovi dubbi sulle ultime ore del pirata.

L’ex generale di brigata della Guardia di Finanza, Umberto Rapetto, esperto di frodi telematiche e conduttore di approfondimenti televisivi, ritiene che Marco Pantani non fosse solo nella stanza del residence Le Rose quando è morto il 14 febbraio 2004.  C’erano dei sotterranei e un garage collegati all’albergo, ha spiegato nell’audizione, che non erano sorvegliati dal bureau: “un albergo che probabilmente veniva utilizzato non solo per trascorrere le vacanze, ma magari anche per passare qualche ora in intimità”. L’ufficiale ricorda le richieste di Pantani alla reception, la mattina prima del decesso, di chiamare i Carabinieri perché qualcuno gli dava fastidio. Una richiesta che non ha avuto seguito nonostante “fosse stata reiterata, non occasionale, e fatta anche con presumibile insistenza”.

A supporto della tesi della presenza di qualcuno nella stanza, ha citato dettagli legati alle macchie di sangue sulla scena del crimine e alla posizione del braccio di Pantani: “non si può pensare che sia stato lo stesso ciclista a spostarlo”, ha detto.  Altri dubbi sulla famosa pallina bianca, intonsa nonostante si trovasse in mezzo a del sangue, “come se fosse stata calata con un filo da pesca”.

Rapetto ha parlato di molti aspetti dell’inchiesta: “Metodologicamente, penso che si sarebbe potuto fare molto di più”, ha detto. E ha fatto riferimento anche al recente servizio delle Iene che ha riportato testimonianze inedite: “Molti elementi che sarebbero stati inimmaginabili da acquisire in passato stanno emergendo adesso”, e la commissione potrebbe quindi valutare “l’opportunità di avvalersi di nuove fonti che possono dare una prospettiva che in precedenza era inaccessibile”.

 

 

Il video dell’audizione.

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