domenica 21 aprile 2019
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sab 13 apr 2019 14:09 ~ ultimo agg. 23:25
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Il Csa-Ospol, sindacato maggiormente rappresentativo della polizia Municipale, ha proclamato lo stato di agitazione della categoria con formale comunicazione al prefetto, al sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e al comandante dei poliziotti locali di Rimini. A darne comunicazione è lo stesso sindacato, che contesta all’amministrazione riminese “la mancata adozione di appropriate tutele in materia di sicurezza sul lavoro, l’inesistente formazione e la mancata attuazione delle specifiche norme del contratto nazionale riservate ai lavoratori della polizia locale”. 

I rappresentanti sindacali spiegano che “dopo mesi di attesa, dopo la presentazione di una piattaforma contrattuale da parte del sindacato, l’amministrazione ancora non si degna di dare le giuste risposte alla categoria, unica tra gli oltre 1000 dipendenti (amministrativi, tecnici, insegnanti) a non aver un contratto decentrato, a non vedersi riconosciuto il disagio e il rischio nei servizi esterni, il ruolo e le funzioni delle donne e uomini della polizia Locale di Rimini”.

Poi entrano nel dettaglio: “I particolari servizi richiesti dall’amministrazione agli agenti del Corpo riminese (antidroga, antiabusivismo, sicurezza urbana, antidegrado, ordine pubblico, servizi speciali in manifestazioni sportive e fieristiche, controlli ambientali, oltre agli usuali e tipici servizi di polizia stradale, urbana e amministrativa) sono tipici delle forze di polizia dello Stato, forzatamente demandati anche alla polizia Locale dai decreti sicurezza Minniti e Salvini, senza tener conto della diversa collocazione contrattuale: la forze di polizia dello Stato inserite nel comparto sicurezza, mentre i Corpi di polizia Locale nel comparto degli amministrativi”.

Per tutte queste ragioni, il Csa-Ospol ha dichiarato lo stato di agitazione e la richiesta di spostare la vertenza dal prefetto Alessandra Camporota: “Siamo stufi – concludono i rappresentanti sindacali – di vedere agenti e ufficiali del Corpo mandati su strada allo sbaraglio, senza tutele”.  

 

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