giovedì 18 aprile 2019
In foto: un presidio
di Redazione   
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mar 9 apr 2019 16:28 ~ ultimo agg. 16:31
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Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, i sindacati riminesi che rappresentano infermieri, personale tecnico e socio-sanitario, amministrativo della provincia di Rimini, chiedono “subito un contratto e senza vergogna per i lavoratori della sanità privata perché è da 12 anni che non hanno il rinnovo del contratto di lavoro”. Mercoledì si terrà un presidio davanti alla Casa di Cura Villa Maria in viale Matteotti 24 dalle 10 alle 12 “per far conoscere agli utenti il disagio di chi ogni giorno si prende cura di loro con professionalità, ma con un contratto non rinnovato da 12 anni”.

Saranno dodici le manifestazioni in tutta la regione, in date diverse, davanti ad altrettante strutture ospedaliere private ed il 17 aprile ci sarà la manifestazione conclusiva a Bologna davanti alla sede regionale dell’AIOP, che è l’associazione di rappresentanza delle cliniche private.

“Siamo stati costretti ad arrivare a questo dopo lo sciopero del 28 gennaio scorso”, dichiarano i sindacati. Ma l’AIOP “afferma che il rinnovo è possibile solo rivedendo le convenzioni con le regioni: insomma addossano in tal modo i costi di un rinnovo alla parte pubblica.” “Questo è inaccettabile perché in tutti questi anni di lavoro le case di cura private avrebbero dovuto accantonare le risorse per il rinnovo contrattuale e non solo distribuire gli utili agli azionisti”.

Nella provincia di Rimini le strutture sanitarie private, accreditate e non accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale sono diverse: Casa di cura Villa Salus, Sol et Salus, Villa Maria, Luce sul mare, Casa di cura Montanari e Centro medico San Patrignano.  In tutto sono quasi 700 addetti tra infermieri e personale tecnico sanitario, operatori socio-sanitari, amministrativi circa il 10% del personale privato di tutta la regione che occupa oltre 7.500 dipendenti e gestisce il 25% dei posti letto pubblici generando oltre 730 milioni di fatturato, come afferma la stessa AIOP

“Queste aziende hanno continuato a fare utili in questi anni e ad oggi non si evidenzia alcuna crisi nel settore, mentre ai lavoratori è stato chiesto riorganizzazioni con turni sempre più intensivi, maggior flessibilità ed oneri economici per l’iscrizione agli ordini e la richiesta di assicurazione “obbligatoria” professionale per la colpa grave”.  “Siamo dunque di fronte ad un impoverimento degli stipendi che non solo va fermato – concludono i sindacati riminesi – ma che deve recuperare il potere d’acquisto anche per dare una risposta alle future pensioni.”

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