sabato 7 dicembre 2019
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maxi sequestro della finanza

Svuota i conti dell'azienda in fallimento, imprenditore accusato di bancarotta

di Redazione   
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mer 20 mar 2019 13:34 ~ ultimo agg. 21 mar 13:15
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E’ accusato di essersi intascato un milione di euro dai conti della società di cui era legale rappresentante. Un imprenditore santarcangiolese di 63 anni si è visto sequestrare dalla guardia di finanza di Rimini quote societarie, disponibilità finanziarie, un motoveicolo e, soprattutto, l’appartamento in cui vive a Santarcangelo. L’inchiesta delle fiamme gialle, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli, ha consentito di accertare che il legale rappresentate della Linea 3 Srl, azienda operante nel settore della produzione e commercializzazione di mobili, fallita nel 2016, aveva distratto, a titolo personale, denaro per oltre un milione, sottraendolo ai creditori in modo da ricavarne proventi illeciti di pari importo.

I militari, dopo aver accertato il reato fallimentare, hanno avviato anche un controllo fiscale nei confronti del 63enne, che si è concluso non solo con l’addebito a suo carico di tale ammontare di redditi illeciti da segnalare all’Agenzia delle Entrate per la tassazione relativa agli anni 2013, 2014 e 2015, ma anche con la sua denuncia (per l’anno 2013) per il reato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, e la contestuale richiesta all’autorità giudiziaria di un decreto di sequestro preventivo per 420mila euro, poi autorizzato dal gip del tribunale di Rimini, Manuel Bianchi.

Secondo il teorema accusatorio, l’imprenditore avrebbe cominciato a svuotare i conti della società, in odore di fallimento, attraverso bonifici e prelievi. Agli immobili le fiamme gialle sono arrivate attraverso l’esecuzione di mirati accertamenti patrimoniali, ricostruendo i negozi giuridici che avevano riguardato nel tempo alcuni cespiti immobiliari riconducibili all’indagato e ai suoi parenti: infatti, una buona parte di questi, erano stati intestati nel frattempo al padre dell’indagato, nella speranza (vana) di sottrarli all’aggressione patrimoniale dei creditori e ai possibili provvedimenti dell’autorità giudiziaria, che nonostante tutto sono arrivati a compimento.

 

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