lunedì 25 marzo 2019
Ausl: serve immunità di gregge

Sta meglio ragazza immunodepressa con morbillo

In foto: repertorio
di Redazione   
lettura: 2 minuti
mer 13 mar 2019 15:39 ~ ultimo agg. 14 mar 11:52
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In merito al caso di morbillo che ha colpito una ragazza 14enne di Rimini in condizione di grave immunodepressione, l’Azienda USL fa sapere che le sue condizioni, inizialmente preoccupanti, sono ora fortunatamente in miglioramento. Come da protocolli, è stata attivata una osservazione epidemiologica tra i contatti della ragazza: i compagni di classe, i famigliari e le altre persone che a qualsiasi titolo abbiano avuto contatti personali con lei.

L’osservazione – spiega l’Ausl – è mirata a limitare, per quanto possibile, il propagarsi del contagio attraverso l’offerta della vaccinazione a coloro che, all’interno dei contatti, non l’abbiano già effettuata e non abbiano già avuto la malattia. La ragazzina era stata sottoposta a un trapianto di fegato. Subito è scattato il ricovero nel reparto di Pediatria, in isolamento, mentre il Dipartimento di Salute pubblica dell’Ausl Romagna ha avviato un’indagine epidemiologica tra familiari, parenti, amici e anche in ambito scolastico e nel giro sportivo per risalire all’origine dell’infezione.

L’Ausl ricorda che le vaccinazioni pediatriche sono anche uno strumento fondamentale anche per la tutela di chi invece non può vaccinarsi.  La dottoressa Raffaella Angelini, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Romagna, spiega. “L’impiego su larga scala delle vaccinazioni pediatriche è mirato principalmente alla protezione individuale di coloro che le effettuano, nei confronti delle principali e più gravi patologie infettive e delle loro complicanze che possono avere esiti anche molto gravi, invalidanti, e in taluni casi letali. Ma la pratica vaccinale – prosegue la dottoressa – ha anche lo scopo di proteggere coloro che, a seguito di problemi di salute, come il caso in questione, non possono effettuare le vaccinazioni: infatti se la percentuale di popolazione vaccinata supera il 95 per cento, valore cosiddetto della ‘immunità di gregge’, le persone che non possono vaccinarsi, ad esempio per grave immunodepressione, non corrono ugualmente il rischio di ammalarsi. Perciò è importante raggiungere le percentuali di vaccinazione più alte possibile su tutti i territori, o almeno la percentuale del 95 per cento, che è quella, appunto, dell’immunità di gregge”.

 Situazione che a Rimini non si è ancora potuta perseguire, sottolinea l’Ausl, anche a causa della forte presenza di movimenti contro le vaccinazioni. “In virtù delle recenti normative nazionali e regionali sull’obbligo vaccinale, in tutti i territori della Romagna la percentuale di copertura vaccinale è aumentata in maniera significativa. Questo certo è accaduto anche a Rimini, dove anzi l’incremento delle coperture è stato tra i più significativi. Ma ciò nonostante, a causa dei livelli pregressi estremamente bassi, la media del territorio provinciale riminese non ha ancora raggiunto la soglia del 95 per cento, che sarebbe molto importante per proteggere le persone immunodepresse”, come la ragazzina in questione.

 La dottoressa Angelini ricorda che “anche gli adulti che sono nelle condizioni di averne necessità, possono richiedere la vaccinazione, raccomandata e gratuita, rivolgendosi all’Azienda USL”. Si sta anche attivando in tempi stretti una chiamata attiva degli adulti che dall’anagrafe vaccinale risultano non vaccinati per promuovere la conoscenza della vaccinazione e offrire attivamente la possibilità di vaccinarsi. “Con la speranza che il senso civico prevalga da parte di tutti”.

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