lunedì 22 aprile 2019
In foto: Luigi Di Maio mostra la card del reddito di cittadinanza
di Andrea Polazzi   
lettura: 2 minuti
sab 30 mar 2019 10:43 ~ ultimo agg. 31 mar 11:47
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Nei giorni scorsi il Parlamento ha votato il cosiddetto decretone con Quota 100 e Reddito di Cittadinanza. Si tratta di due dei provvedimenti simbolo del Governo M5S-Lega che hanno spesso fatto discutere. Arrivato il via libera parlamentare, è tempo di mettere in ordine i primi numeri per capirne l’impatto sul territorio.

Quota 100

Per quanto riguarda Quota 100, spiega la Cisl, in Romagna le richieste di pensione (al 27 marzo) sono 1.744. Il provvedimento, come noto, prevede la possibilità di andare in pensione con 38 anni di contributi e 62 anni d’età. In tutta la Regione il dato sale a 7.119. Le domande presentare nella provincia di Rimini sono state 539 mentre Ravenna si è fermata a 535 e Forlì-Cesena ha raggiunto quota 670. “Come sindacati – spiega il segretario della Cisl Romagna Francesco Marinellici siamo confrontati col Governo nelle scorse settimane per migliorare un provvedimento che aveva delle lacune e che ne ha ancora. Infatti non dà risposte di lungo periodo in quanto il finanziamento è previsto per soli tre anni, quindi non si può parlare di riforma della Legge Fornero.” Il provvedimento approvato in Senato, oltre a Quota 100, prevede anche la possibilità di pensionamento senza alcun limite di età, se si posseggono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Inoltre le donne potranno accedere prima alla quiescenza scegliendo, però, il calcolo contributivo ed ancora è prevista l’estensione del riscatto dei periodi di laurea o dei periodi privi di contributi nel sistema contributivo.

Reddito di Cittadinanza

Altro tema caldo quello del Reddito di Cittadinanza. I numeri della Cisl evidenziano 2.688 domande nelle tre province romagnole con Rimini fanalino di coda a quota 653. A Forlì Cesena sono state il doppio, 1.210, e 825 nel ravennate. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli degli altri Caf: 786 le domande gestite nel riminese dalla Cgil, 978 dalle Acli, 250 dalla Uil. Il totale della provincia sale quindi a circa 2667. La legge approvata, pur apportando alcune modifiche, secondo Marinelli della Cisl contiene ancora alcune criticità importanti. Ad esempio, le persone che non hanno la cittadinanza italiana dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal paese di origine, con traduzione in italiano e validazione del consolato. Un requisito difficile da osservare e che presenta dubbi di costituzionalità. “Ma il dato più interessante – evidenzia – è quello delle pratiche non elaborate per mancanza dei requisiti richiesti o di documentazione, che in Romagna sono ben il 32% contro la media regionale del 26%. In particolare è la provincia di Ravenna a detenere il primato regionale con il 40%, mentre Rimini registra il 29% e Forlì-Cesena il 27%.

Il dibattito sul Reddito di Cittadinanza a Fuori dall’Aula (Icaro Tv)

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