sabato 20 aprile 2019
di Redazione   
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sab 30 mar 2019 16:02 ~ ultimo agg. 31 mar 15:05
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Era ricercato dal 7 ottobre scorso, giorno in cui era sfuggito all’arresto. Un 39enne marocchino, accusato di riciclaggio di denaro proveniente per lo più dallo spaccio di sostanze stupefacenti, è stato arrestato dalla polizia di Stato mentre faceva la bella vita in un hotel a quattro stelle di Marina Centro. Quando questa mattina alla sala operativa della questura riminese è giunta una segnalazione del sistema informativo alloggiati circa la presenza di un “turista speciale” in un lussuoso albergo della zona mare, gli agenti si sono portati subito sul posto e, dopo aver avuto la conferma che il latitante si trovava all’interno della sua stanza, hanno fatto irruzione bloccandolo e trasferendolo in questura per l’identificazione.

Nei confronti del 39enne pendeva un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Firenze a seguito dell’operazione “Nemesi” condotta dalla guardia di finanza di Firenze, perché riconosciuto come leader, unitamente al fratello, di due gruppi criminali strutturati per l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Il marocchino, insieme ad altri 20 nordafricani, aveva allestito due vere e proprie banche abusive con ‘sportelli’ in alcuni esercizi commerciali del centro storico di Firenze, come un’agenzia di viaggio, un centro servizi immigrati e una macelleria, che si occupavano di raccogliere e trasferire ingenti somme di denaro dall’Italia al Marocco. Secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle fiorentine, i due gruppi, tra il 2017 e il 2018, sarebbero stati in grado di trasferire illecitamente in Marocco circa 5 milioni di euro. Soldi “sporchi”, di origine delittuosa.

Non c’era bisogno di andare in banca. Bastava un messaggio WhatsApp al numero “giusto” in Marocco, con la foto dell’attestazione del “bonifico” da effettuare. Le istruzioni venivano rapidamente raccolte ed eseguite con una maxi commissione che spesso arrivava anche al 20% dell’importo. I loro clienti erano per soprattutto spacciatori, perlopiù clandestini, che si rivolgevano alla “banca” per trasferire i loro guadagni in Marocco anche al fine di sottrarli ad eventuali sequestri in caso di arresto. I trasferimenti avvenivano grazie a fittizie transazioni finanziarie o con la complicità di soggetti disposti, su ricompensa, a trasportare grosse somme di denaro, spesso occultato addosso o nei loro bagagli.

Durante la perquisizione effettuata dai poliziotti riminesi nella camera d’albergo, è stato trovato un bollettario (in parte compilato) per il rilascio di ricevute fiscali di pagamento poi sequestrato
poiché ritenuto probabile indizio di un’attività illecita che il latitante continuava ad esercitare. Il nordafricano è stato condotto nel carcere riminese dei Casetti a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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