mercoledì 18 settembre 2019
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In foto: Patrizia Rinaldis
di Simona Mulazzani   
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gio 28 mar 2019 15:14 ~ ultimo agg. 17:26
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Richieste di fare la stagione in nero, per non perdere l’opportunità di accedere al reddito di cittadinanza. Per il momento sono solo poche segnalazioni, ma il campanello d’allarme tra gli operatori turistici della riviera si è acceso. “Non generalizziamo – spiega Patrizia Rinaldis, presidente Aia Rimini – ma ci sono giunte alcune segnalazioni di albergatori che si sono visti fare questa richiesta da persone alla ricerca di lavoro. Qualcuno ha chiesto, vista la possibilità di accedere al reddito di cittadinanza, di non essere regolarizzato contrattualmente, almeno per il primo periodo. E’ una cosa che non possiamo permetterci. Noi diciamo a tutti: mettete in regola i vostri dipendenti. Voglio difendere il 90% dei nostri operatori che sicuramente si comporta così, poi i furbetti ci sono sempre. Purtroppo non ci sono solo cattivi imprenditori, ma anche cattivi lavoratori“.

Nel dibattito entra anche l’assessore al lavoro del comune di Rimini Mattia Morolli:

Il timore e dubbi ci sono sempre stati ma, in questi giorni, purtroppo si accentuano allarmi rossi diffusi. E arrivano da diversi comparti dell’economia e dei servizi locali: c’è un rischio concreto che alcune nuove misure possano incrementare, se contemporaneamente non si accentuano i controlli di legge, il fenomeno del lavoro nero. In particolare relativo alla realtà del lavoro stagionale. Le prime segnalazioni di lavoratori che si offrono in “nero” a settori della filiera turistica (e non solo) della riviera sono spie di un potenziale rinvigorirsi di una piaga sociale che non possiamo più permetterci; quella del lavoro nero e, con esso, di una sacca di lavoro dequalificato e dequalificante per tutto il nostro sistema produttivo e sociale.

Misure di sostegno al reddito, soprattutto rivolte ai giovani o verso chi cerca lavoro, sono interessanti e condivisibili negli obiettivi di fondo ma solo se esse si orientano a favorire l’occupazione, vero e grande problema del nostro Paese, attraverso azioni bilanciate che vertano sullo stesso obiettivo. Ad esempio, senza il combinato disposto con provvedimenti adottati da altri Paesi come il salario minimo garantito, il reddito di cittadinanza rischia di rimanere qualcosa di sospeso. Dati nazionali  elaborati dalla CGIA ipotizzano addirittura che circa la metà della platea dei teorici destinatari di tale misura potrebbe essere composta da persone che lavorano in maniera irregolareLa presenza del lavoro nero, ovviamente, provoca effetti economici e sociali molto negativi, senza contare gli ingenti danni causati alle attività commerciali e produttive che rispettano le regole. A rimetterci non è solo l’Erario, ma anche le tantissime attività produttive e dei servizi, le imprese artigiane e del commercio che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggettiCome Comune non intendiamo indietreggiare di un solo passo sul contrasto al lavoro irregolare ma, anche alla luce di queste prime avvisaglie, chiederemo formalmente di potenziare ancor di più frequenza e portata di controlli e sanzioni“.

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