domenica 24 marzo 2019
di Icaro Sport   
lettura: 3 minuti
lun 4 mar 2019 15:26 ~ ultimo agg. 15:39
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Due settimane fa Cecilia Tencati, atleta 17enne della sezione judo della Polisportiva Riccione, si è qualificata (con una prestazione non del tutto all’altezza delle sue capacità, complice un periodo di fatica dovuto alle allergie) alla Finale nazionale del Campionato Italiano Cadetti Fijlkam di Ostia.

Le successive settimane sono state caratterizzate da numerosi allenamenti intervallati a tante ore di studio per l’atleta/studentessa del liceo delle Maestre Pie di Rimini. La condizione di forma è migliorata anche se la riccionese ha faticato, negli ultimi giorni, a stare dentro la sua categoria di peso (anche se solo per pochi etti). L’impegno ha premiato e la sera del peso ufficiale a Ostia è perfettamente rientrata nella categoria dei -52 kg.

L’emozione è forte. Domenica 3 marzo, dopo una notte in albergo, si arriva al Pala Fijlkam di Ostia. Il palazzetto a forma di cappello da samurai è la patria delle arti marziali italiane, il posto da cui sono partiti i successi dei più grandi campioni di judo italiani come le recenti medaglie olimpiche Fabio Basile e Odette Giuffrida. Cecilia respira quell’aria, la tensione pre-gara, la voglia di dare il massimo prevale sulla paura della sconfitta e si riscalda con i suoi allenatori Badiane Ousmane e Giuseppe Longo, che la seguono da sempre. Nelle primissime ore della mattinata, alle 9.15, è previsto il primo incontro contro un’atleta veneta.

L’hajimè (comando che decreta l’inizio del combattimento) dell’arbitro è puntuale. Le sensazioni sono quelle buone. Cecilia controlla e conduce l’avversaria dove vuole lei fino a portarla in una fase di lotta a terra congeniale alla riccionese che riesce a controllare l’avversaria con una tecnica di strangolamento (shime-waza) che costringe la veneta alla resa. Passa il turno e di prepara ad affrontare il combattimento successivo contro la campionessa del Friuli Venezia Giulia. Cecilia è subito aggressiva. Ormai ci crede e vuole dare il meglio di sé. Un attacco azzardato e non ben preparato le costa un shido (sanzione minima) ma non demorde e finalmente al secondo minuto di gara riesce a piazzare la sua tecnica migliore (morote- seoi-nage) schiantando l’avversaria al suolo mentre l’arbitro decreta il secondo ippon (KO del judo) della giornata a favore della riccionese. Cecilia entra così negli ottavi di finale. Il risultato è già prestigioso e se superasse il turno al successivo combattimento affronterebbe Elisa Toniolo numero uno del ranking e titolare della nazionale under 18. Il terzo incontro è contro un’atleta laziale nr. 11 del ranking, più alta di Cecilia e con maggiore esperienza nel circuito nazionale.

La judoka riccionese riesce a resistere alla laziale per quasi un minuto e mezzo riuscendo anche a creare dei momenti di vantaggio. Alla fine purtroppo deve cedere a questa validissima avversaria che alla fine della giornata conquisterà la medaglia di bronzo.

Ho perso contro una ragazza bravissima, ma non imbattibile – racconta Cecilia Tencati a fine gara -Sono sicura che lavorando di più in palestra e seguendo i consigli dei miei allenatori molto presto riuscirò ad essere al pari delle prime a livello nazionale. Sono soddisfatta ma potevo fare sicuramente di più”.

Cecilia ha soddisfatto le nostre aspettative – dicono i tecnici -. Ci eravamo dati l’obiettivo di superare almeno due turni e ci siamo riusciti. Purtroppo Cecilia ha perso con una delle migliori, che ai quarti di finale ha a sua volta ceduto all’insuperabile Elisa Toniolo, risultato che non ha permesso a Cecilia di entrare nei recuperi per poter accedere alle finali per il bronzo. La nostra atleta nell’ultimo anno ha avuto una crescita esponenziale e siamo molto soddisfatti del risultato finale che vede Cecilia la miglior 52 kg della regione. Il grande rammarico di questi campionati è stata l’assenza dell’altro Cadetto riccionese, Simon e Michelotti, che solo per poco non si è qualificato a causa di un lungo periodo influenzale e che ha visto ragazzi alla sua portata entrare nei primi nove”.

 

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