lunedì 25 marzo 2019
di Redazione   
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mer 13 mar 2019 17:19 ~ ultimo agg. 19:43
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Non si è fatta attendere la replica dell’onorevole Elena Raffaelli alle bordate del sindaco Andrea Gnassi in merito alla polemica sulla proposta di aumento dell’Irpef da parte del Comune di Rimini. “Prima di pensare alla coerenza degli altri ‘attori’, il sindaco Gnassi pensi alla propria e soprattutto utilizzi la sua lunga esperienza politica per capire quando è necessario fermare la macchina degli insulti e far partire quella dell’ascolto e delle scuse per gli errori fatti”, è la risposta dell’onorevole leghista.

Che non si ferma qui e rincara la dose, accusando il primo cittadino riminese di scarsa umiltà: “La questione dell’aumento dell’Irpef è infatti la ciliegina sulla torta di una lunga serie di gaffe amministrative e progettuali che tutti conosciamo. Inutile e anche improduttivo chiamare in causa il Governo, ripetutamente insultato da Gnassi per i più fantasiosi motivi. Per quanto mi riguarda, gli attacchi offensivi del sindaco e dei suoi supporter non mi toccano. Al contrario di Gnassi, il cui cursus honorum è solo segnato da cariche politico/amministrative, sono un’imprenditrice che ha avuto l’onore e l’onere di essere eletta sia in Comune a Riccione, sia in Parlamento. In ambedue i casi ho accettato questi ruoli portando la mia esperienza nel mondo del lavoro a vantaggio di tutta la comunità della provincia riminese. Con grande umiltà e senso del dovere. La stessa umiltà e senso del dovere che non ritrovo in Gnassi, incapace di riconoscere che ci sono amministratori più capaci di lui dai quali apprendere. Spiace che, al posto di un confronto serio, la dialettica politica del sindaco dem stia scadendo in attacchi scomposti”.

Infine un augurio sarcastico all’avversario politico: “Spero che ritrovi la serenità, ma il re ormai è nudo e difficilmente il sindaco potrà riconquistare la fiducia dei riminesi. La leva fiscale dell’Irpef, infine, è concessa giustamente a tutte le amministrazioni locali. Ma c’è chi la usa e chi no. Ed è certamente inaccettabile che si decida di imporla per coprire magagne della propria amministrazione. Esattamente come riteniamo stia accadendo a Rimini”.

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