domenica 24 marzo 2019
di Andrea Polazzi   
lettura: 2 minuti
dom 10 mar 2019 10:56
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Continua a far discutere la decisione dell’amministrazione di aumentare l’addizionale Irpef. Ieri sindaco e Giunta (vedi notizia) hanno motivato la decisione che sarà poi discussa martedì mattina in commissione, ma minoranze e parti sociali restano sul piede di guerra. “Il raddoppio dell’Irpef – attacca il capogruppo della Lega Marzio Pecciè la conseguenza della politica di sperperi seguita dalla Giunta nell’amministrazione del comune e delle società partecipate“. Pecci chiama in causa “la cattiva gestione dell’Asp Valloni Marecchia” e, in particolare, “i danni conseguenti alla mancata quotazione in borsa di IEG costata, ai riminesi, circa 1,5 milioni o forse più. Solo queste due operazioni hanno comportato uno sperpero di denaro pubblico di circa 2.000.000 di € che i cittadini, oggi, sono chiamati a pagare con l’aumento dell’Irpef“.

L’esponente del Carroccio punta il dito sulla Giunta e, citando anche le modifiche dei regolamenti Tari e per l’occupazione degli spazi pubblici e l’aumento spropositato del costo della luce e del gas, l’accusa di creare una seria “crisi fiscale”.

L’equità fiscale, degna di una città civile, a Rimini è ben lontana a venire” dice Pecci. E ancora: “questa Giunta non è capace di rimodulare un nuovo sistema che sia più equo, anzi, con la politica che persegue, facilita l’evasione fiscale e obbliga gli onesti a pagare sempre di più”.
Secondo il capogruppo della Lega sindaco e assessori hanno mostrato “incapacità nel controllo della spesa” e “in due anni e mezzo non sono stati capaci di semplificare il sistema impositivo“.
Pecci bolla come “dispendiosa e inutile” la presenza in Giunta di un assessore per l’Innovazione digitale, ricerca e sviluppo e servizi civici (De Schio) visto che “tutte le manovre eseguite per modificare i regolamenti hanno portato ad un aumento dell’imposizione fiscale e mai ad una riduzione dell’evasione fiscale“.
Purtroppo, in questo contesto, ancora una volta – conclude – le famiglie riminesi saranno obbligate a subire un ulteriore “salasso” a causa della incapacità degli amministratori locali a gestire la “cassa” del comune“.

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