giovedì 18 aprile 2019
di Andrea Polazzi   
lettura: 3 minuti
ven 22 mar 2019 15:38 ~ ultimo agg. 23 mar 14:31
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Dopo una seduta fiume di oltre sei ore è arrivato con 19 voti favorevoli e 9 contrari il via libera del consiglio Comunale all’aumento dell’addizionale Irpef. L’emendamento della maggioranza ha portato ad un innalzamento della soglia di esenzione da 10 a 15mila euro e ad una rimodulazione delle aliquote con l’inasprimento di quelle nella fascia 0-15mila euro (da 0,49 a 0,55%) e in quella 15-28mila (da 0,51 a 0,66%) per mantenere inalterato il saldo di 4,8 milioni. Il dibattito con la minoranza è stato acceso. Tra il pubblico anche il senatore del M5S Marco Croatti, più volte tirato in causa.

Parto da una domanda che ha posto il consigliere Renzi – ha esordito il sindaco Andrea Gnassi nel suo intervento in consiglio Comunale – Perché il Governo ha sbloccato l’aliquota Irpef? La risposta è molto semplice: perché oggi l’Irpef è l’unico strumento a disposizione dei Comuni. Con Anci da tempo i sindaci hanno posto il tema di un rinnovato patto tra le istituzioni locali e il governo del paese, affinché si riconosca il ruolo dei Comuni, che da Bolzano alla Sicilia sono l’architrave su cui si regge il paese, ne sono l’ossatura. Con l’attuale governo così come con quelli precedenti, Anci ha auspicato una riforma generale per favorire l’autonomia fiscale, organizzativa e di investimento delle istituzioni locali, in cambio dell’assunzione di responsabilità dei Comuni nel concorrere al bilancio del paese. I Comuni possono contribuire a coprire i buchi di bilancio dello Stato, ma se hanno l’autonomia e le leve per farlo. Ci hanno dato strumenti per una lotta serrata all’evasione e all’eluzione dei tributi? Abbiamo strumenti coercitivi per il recupero della Tari che non finiscano per essere sub-iudice? In questo paese non si sbloccano gli investimenti, non partono le infrastrutture, si confermano i tagli ai trasferimenti: in questo sfascio l’unico strumento che il governo fornisce agli enti locali è lo sblocco dell’Irpef”.

Dopo aver ricordato, dati alla mano, che il 93% dei Comuni ha aliquote più alte del Comune di Rimini, Gnassi ha proseguito. “E’ evidente che non facciamo i salti di gioia per questo allineamento delle aliquote Irpef. Ma la rivendichiamo come una scelta politica, di indirizzo, per una manovra che va nella direzione di sostenere gli investimenti e per la tenuta del sistema del welfare. Investiamo 900mila euro all’anno in più della media regionale con comparazione procapite per il sostegno all’handicap nelle scuole e lo vogliamo mantenere; due milioni di euro annui per il sostegno dell’handicap adulti, 2,8 annui per scuole infanzia e nidi. La tenuta del sistema welfare vuol dire equità sociale, così come gli investimenti vogliono dire lavoro”.
A partire dal “Progetto per la riqualificazione urbana e ambientale e il recupero delle vocazioni identitarie dei luoghi dell’area turistica di Rimini Nord”, primo stralcio dei lavori inseriti nel bando Periferie. “Auspico che i soldi del Bando Periferie prima o poi arrivino, ma intanto un anno è passato. A dicembre 2017 noi sindaci abbiamo firmato la convenzione a palazzo Chigi, validata nell’aprile 2018 dalla Corte dei Conti. Avremmo già potuto essere partiti con i cantieri. Intanto stiamo lavorando con Regione e Cassa Fondo e prestiti per favorire l’accesso al credito agli imprenditori attraverso un fondo di garanzia. Abbiamo da poco chiuso il quinto scarico a mare della zona nord, siamo pronti per partire con i cantieri per la riqualificazione del prodotto turistico, questo a fronte di una tassazione media procapite ancora tra le più basse in Italia. E’ una manovra che ha un prezzo, ma che crea una prospettiva chiara che guarda al presente e al futuro della città”.

Il Consiglio Comunale ha inoltre approvato la modifica al regolamento per l’applicazione del Canone per l’occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (Cosap). La delibera, approvata con 18 favorevoli e 6 astenuti e nessun contrario, prevede che chi intende fare domanda di occupazione di suolo pubblico dovrà allegare una dichiarazione sostitutiva che attesti di essere in regola con il pagamento della TARI. La verifica del mancato o parziale pagamento della tassa rifiuti da parte degli uffici comporterà il diniego, la sospensione, la revoca del titolo abilitativo. La concessione rilasciata sulla base di una falsa dichiarazione sostitutiva, oltre alle relative conseguenze penali, prevederà una contestazione dell’originaria abusività della sua occupazione con applicazione della indennità, maggiorata di sanzioni ed interessi.

Il confronto sull’addizionale Irpef nella trasmissione di Icaro Tv Fuori dall’Aula

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