martedì 19 febbraio 2019
di Redazione   
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sab 9 feb 2019 16:03 ~ ultimo agg. 10 feb 12:36
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Ieri sera intorno alle 22 una 47enne foggiana ha chiamato la Polizia di Rimini riferendo che il coniuge dal quale si stava separando, un 42enne marocchino, l’aveva chiamata minacciandola di raggiungerla per ucciderla. Già nel pomeriggio lui le aveva proferito minacce, dopo che lei al telefono gli aveva negato un confronto di persona visti i suoi atteggiamenti spesso violenti e intimidatori.

L’agente della sala operativa ha detto alla donna di non aprire a nessuno in attesa dell’arrivo dei poliziotti. L’uomo intanto si era effettivamente recato a casa della donna, riuscendo ad arrivare fino al portone di lei e a prenderlo a calci e spallate. All’arrivo degli agenti, l’uomo li ha accolti urlando “Questa è mia moglie e io le faccio quello che voglio”. La donna ne ha approfittato per uscire di casa in tutta velocità, lui ha provato a rincorrerla ma è stato subito immobilizzato dai poliziotti, che hanno faticato non poco per immobilizzarlo. L’uomo è stato portato in Questura e arrestato per minaccia grave e resistenza a pubblico ufficiale.

In Questura la donna ha raccontato di essere stata più volte minacciata in passato dall’uomo e di averlo anche denunciato in un’occasione, per poi però ritirare la denuncia a seguito di altre minacce. All’uomo era stato rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno in virtù della cessazione della convivenza tra i due. Aveva impugnato il provvedimento che era stato però confermato proprio a seguito di accertamenti sulle sue condotte. Questa mattina è stato condannato a 7 mesi e 10 giorni di reclusione, per essere poi accompagnato a stretto giro in un centro per il rimpatrio.

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