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La fiera nel mirino

Hit Show, le associazioni a muso duro con Cagnoni

In foto: Hit Show
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 5 feb 2019 12:34 ~ ultimo agg. 18:08
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O si cambiano le “incredibili, offensive, pericolose e diseducative modalità di svolgimento di Hit Show” o arriveranno manifestazioni eclatanti. Lo dicono le associazioni in una lettera aperta al presidente di IEG Lorenzo Cagnoni in vista dello svolgimento di Hit Show alla fiera di Vicenza dal 9 all’11 febbraio. La fiera è accusata di avere ignorato l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Rimini: “arroganza” “nello sfregio di qualunque tipo di sensibilità”. Si contestano soprattutto le misure per l’accesso ai minori, ritenute del tutto inadeguate.


Lettera aperta al presidente di IEG SpA, Lorenzo Cagnoni

Illustrissimo dottor Cagnoni,

così non va. Non va proprio. E’ bene dirlo e dirselo, senza ipocrisia né formule retoriche di alcun tipo. La Sua ostinata resistenza e indifferenza alle ragioni dell’associazionismo di ogni provenienza circa la incredibili, offensive, pericolose e diseducative modalità di svolgimento della Fiera vicentina Hit Show non trova ragione se non nell’arroganza e nello sfregio di qualunque tipo di sensibilità. Stupisce questo ottuso atteggiamento di chiusura da parte di un luogo e una società la cui proprietà è pubblica. E in questo senso troviamo perfino volgare il muro eretto anche nei confronti del consiglio comunale di Rimini che, non più tardi di pochi giorni fa, ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno in cui si invita IEG a porre rimedio a un’esposizione in cui liberamente e senza alcun tipo di monitoraggio né controllo un bambino può prendere in mano un’arma carica.

Questo, illustrissimo presidente Cagnoni, è un atto gravissimo. Un atto, permetta la battuta, di ‘belligeranza’ da parte Sua e di IEG che non può in ogni modo passare sotto silenzio.

Non può passare sotto silenzio sia per quanto riguarda il dovere degli Enti pubblici soci di IEG – Comuni di Rimini e di Vicenza, in primis – che devono far rispettare quanto approvato dai propri consigli comunali, formati da persone elette dai cittadini e non nominate da un consiglio di amministrazione. E non può passare sotto silenzio, per quanto riguarda noi.

Non esiteremo, se risposte positive non arriveranno a stretto giro di posta, a mettere in piedi iniziative eclatanti e che abbiano una forte eco mediatica, e che senza dubbio si rivolgeranno alla comunità riminese, censurando il comportamento socialmente nocivo e al di fuori da ogni concezione di ‘etica d’impresa’ da parte di IEG.

Non vogliamo arrivare a questo punto e dunque ci attendiamo un Suo ravvedimento.

Ma altresì non possiamo tollerare questa arroganza nel nome esclusivo del profitto, che fa strame di qualsivoglia senso etico, rivolgendo le spalle alla comunità che è comunque ‘proprietaria’ di IEG. Siamo cittadini, egregio presidente Cagnoni, e non consiglieri del Suo cda. Grazie per l’attenzione,

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

ARCI Comitato Provinciale Rimini

ARCI Servizio

Civile Rimini

Associazione di Volontariato Madonna della Carità

Associazione Nuova Agorà Riccione

Associazione Pacha Mama

Associazione Vite in Transito Rimini

Avvocato di Strada sportello di Rimini

CARITAS Diocesana Rimini

CGIL Rimini

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale Rimini

LIBERA Rimini

Libertà e Giustizia Rimini

Movimento dei Focolari Rimini

Operazione Colomba APG XXIII

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