martedì 19 febbraio 2019
In foto: una foto di Hit Show postata dal consigliere Kristian GIanfreda
di Andrea Polazzi   
lettura: 2 minuti
dom 10 feb 2019 15:44 ~ ultimo agg. 21:21
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Sono stato alla fiera delle armi di IEG a Vicenza. La dichiarazione di Cagnoni non corrisponde al vero e forse, spero, neanche lui lo sa“. Inizia così il post pubblicato sulla sua pagina facebook dal consigliere comunale di Rimini Attiva Kristian Gianfreda che, col sostegno di 25 associazioni, ha presentato nelle scorse settimane un ordine del giorno per impegnare il comune a fare moral suasion con Ieg sulle modalità di accesso alla manifestazione dedicata alla caccia e al tiro sportivo alla quale possono accedere anche minorenni.

In una lettera di risposta alle associazioni, il presidente Cagnoni e l’Ad Ravanelli avevano, tra le altre cose, spiegato che la manifestazione si svolge nel totale rispetto delle regole e che definirla “un luogo dove liberamente e senza alcun tipo di monitoraggio e controllo un bambino può prendere in mano un arma carica” è una totale trasfigurazione della realtà” (vedi notizia)

Gianfreda, reduce da una trasferta proprio a Vicenza per vedere da vicino come si svolge la kermesse, posta invece alcune foto “che dimostrano – scrive – come Hit Show sia al contrario una fiera dove c’è di tutto, in maniera confusa e non ordinata. Si passa dal fucile da cinghiale all’agenzia che ti insegna a diventare un mercenario, dalla scarpa da trekking all’esposizione di fucili tattici. I minori ci sono e toccano le armi nonostante i genuini sforzi degli steward“.
Il consigliere invita il presidente di IEG Cagnoni “a dare un segno, un contributo a chi, compreso il Consiglio Comunale, vuole favorire un processo culturale che vede al primo posto l’etica, il rispetto, l’educazione“. Lo stesso Gianfreda riconosce che “dopotutto di “aggiustare il tiro”, gli stand incriminati sono la minoranza“. “Volete fare una fiera sulla caccia e l’outdoor? – conclude – Fatela, ma fatela bene, ora c’è una gran confusione. Non sono gelati, va riconosciuta una potenziale pericolosità sociale ed educativa all’organizzazione attuale, in questo momento IEG sta disattendendo una richiesta precisa del comune di Rimini“.

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