mercoledì 20 marzo 2019
di Andrea Polazzi   
lettura: 2 minuti
lun 25 feb 2019 11:55 ~ ultimo agg. 18:38
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E’ Prato la capitale italiana del gioco d’azzardo, ma anche in provincia di Rimini il fenomeno è dilagante. A mettere il fila i numeri è il Sole24Ore annunciando la stretta prevista dal Governo. Ma iniziamo dai dati diffusi dai Monopoli di Stato. Nel 2017 la spesa complessiva in Italia nel gaming, al netto del ritorno in vincite, è stata di 19 miliardi con un gettito per l’erario che ha sfiorato i 9,8 miliardi (compreso l’online). A fare la parte del leone sono le new slot e videolottery con 6 miliardi e una spesa procapite rispettivamente di 148 e 56 euro. A seguire il lotto e i gratta e vinci con 47 euro di spesa per residente maggiorenne.
Guardando poi i dati provinciali, come detto, è Prato la capitale del gioco con 672,2 euro di spesa pro-capite, seguita da Sassari e Como. La provincia di Rimini è 22esima in Italia con una spesa per residente (naturalmente maggiorenne) di 398,4 euro e un gettito complessivo per l’erario di 58,6 milioni. Numeri, è bene ricordarlo, condizionati anche dal turismo. In Emilia Romagna medie più alte si registrano solo a Modena e Piacenza.

Per porre un argine al fenomeno, in particolare al rischio che ad accedervi siano i minorenni, il decreto dignità ha previsto alcuni interventi. In primis nuove e vecchie “macchinette” dovranno essere dotate di un sistema di lettura della tessera sanitaria (come già accade per i distributori di sigarette) che solo dopo aver verificato l’età del giocatore consentirà la giocata. Inoltre, grazie alla tracciabilità della tessera, l’azzardo potrebbe far perdere il diritto al reddito di cittadinanza. Per vedere applicato il nuovo sistema bisognerà attendere il 2020. I due decreti attuativi al momento sono al vaglio dell’UE.

A commentare i dati è l’assessore alle attività produttive del Comune di Rimini Jamil Sadegholvaad. “Numeri che confermano la notevole portata del gioco a Rimini. Un fenomeno che da anni stiamo monitorando e seguendo per potenziarne il contrasto, sopratutto per quanto riguarda i pericoli per la salute derivanti da dipendenze come la ludopatia. Tra queste il marchio ‘slot – free’ per le attività che scelgono di non tenere alcun apparecchio per il gioco, il divieto di comunicazione commerciale che pubblicizzi il gioco su aree pubbliche e la mappa dei luoghi sensibili dove non è possibile, nell’arco di 500 metri, aprire nuove attività di gioco. Proprio su questo ultimo ci siamo mossi immediatamente con la definizione della mappa comunale dei luoghi sensibili. Una mappa che ha dovuto attendere però anche la formalizzazione di quelle dei comuni confinanti per integrare le zone sensibili limitrofe tra le diverse amministrazioni. Intervenire in queste zone di sicurezza non significa certo eliminare il problema, ma sarebbe comunque un passo in avanti molto importante, sia a livello pratico e tecnico, che su quello culturale

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