sabato 19 gennaio 2019
In foto: la Sea Watch
di Redazione   
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lun 7 gen 2019 14:58 ~ ultimo agg. 19:05
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«Siamo pronti ad accogliere nelle nostre case famiglia in Germania e Olanda alcune famiglie di migranti salvate dalle navi Sea Watch e Sea Eye». Lo annuncia Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla vicenda dei 49 migranti a bordo della Sea Watch e Sea Eye, le navi delle ONG che da giorni stazionano di fronte a Malta in attesa di sbarcare in qualche porto. Sulla Sea Watch, dopo 17 giorni di peregrinazioni, c’è chi comincia a rifiutare il cibo.

«Ci uniamo all’accorato appello di Papa Francesco affinché i leader europei dimostrino concreta solidarietà. – continua Ramonda – In particolare ci appelliamo ai Governi tedesco e olandese, i governi delle due ONG che hanno salvato i profughi, affinché possano dare accoglienza a queste persone da troppo tempo in mare. Persone che stanno pagando il prezzo dell’immobilità dell’Europa sulla questione migratoria».

«Noi siamo disponibili all’accoglienza anche in Italia, come già fatto con i precedenti corridoi umanitari”, conclude Ramonda “Il nostro plauso va a quanti si rendono disponibili ad aprire le loro porte, come ha fatto il Vescovo di Torino, Mons. Nosiglia”.

 La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata a Rimini da don Oreste Benzi, opera da 50 anni al fianco degli ultimi. Oltre alle 201 case famiglia in Italia, gestisce altre 50 case famiglia all’estero. Già nei mesi scorsi i primi corridoi umanitari hanno permesso di accogliere decine di profughi, molti dei quali ospiti di case famiglia romagnole.

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