sabato 19 gennaio 2019
In foto: Giorgio Grassi tra Nava e Piccioni
di Roberto Bonfantini   
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ven 11 gen 2019 09:34 ~ ultimo agg. 13 gen 10:59
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Il giorno della presentazione dei due neoacquisti Gianmarco Piccioni e Valerio Nava si è trasformato nel giorno del grande sfogo del presidente del Rimini FC, Giorgio Grassi.

Cerchiamo di leggere tra le righe del duro “j’accuse” del numero uno della società biancorossa, premettendo che trattasi di nostri pensieri (non necessariamente in linea con quanto “mentalmente elaborato” da Grassi).

Perché in questo momento, con il campionato fermo?
Perché ragionare a “bocce ferme” permette di elaborare meglio i concetti rispetto a quando si è presi dalla routine di un campionato dai ritmi vertiginosi. E da qui alla fine di momenti per tirare il fiato ce ne saranno davvero pochi. Basti pensare che si ripartirà con una settimana “piena”: sabato 19 trasferta a Trieste, martedì 22 gara casalinga con il Vicenza e sabato 26 trasferta a Pordenone. Bisogna poi aggiungere che il mercato di riparazione chiuderà il 31 gennaio, quindi eventuali “rivoluzioni” a livello di rosa sono possibili solo entro i prossimi venti giorni.

Chi sono i destinatari del messaggio?
Diversi. In primis la squadra nella sua totalità: giocatori e staff tecnico. Grassi ha sottolineato la parola “tesserati” e questo è un indizio importante. Tutti si devono sentire in discussione (a parte Piccioni e Nava, appena arrivati, e Cicarevic, che ha già incassato la fiducia del presidente: “sicuramente resterà”).
La rosa è già stata divisa, ha rivelato il presidente, tra chi resterà (o meglio, dopo le parole di giovedì, dovrebbe restare) e chi dovrà trovare una nuova sistemazione. E qui c’è un chiaro messaggio anche ai giocatori in predicato di partire e ai loro procuratori: che accettino le offerte che arrivano senza fare troppo gli schizzinosi perché a Rimini per loro non c’è più posto (le parole sono state diverse, ma il concetto in soldoni è questo).
Destinatari sono anche i tifosi biancorossi: io soffro come voi e sto con voi il messaggio del presidente. “Vi giuro: se fossi stato a Meda il pullman sarebbe tornato vuoto e i giocatori sarebbero tornati in treno o con altri mezzi” è frase da tifoso sanguigno più che da dirigente.

Chi rischia di più?
Veniamo alla domanda chiave: chi rischia veramente? Visto che un “azzeramento” della rosa è impensabile (“credo che buona parte dei giocatori rimarrà” ha subito aggiunto lo stesso Grassi) l’indiziato numero uno alla voce “rischio” è mister Leonardo Acori (come da buona tradizione italica). I riferimenti alla mancanza di gioco e a una squadra messa male in campo a Meda, il ricordo dei tempi in cui in panchina c’era Gian Luca Righetti e la frase sullo scarso impiego di Cicarevic sono “macigni” più che indizi che non possono dare sicurezza al tecnico umbro. Ma Grassi non ha risparmiato neanche un suo fedelissimo: il DS Pietro Tamai, responsabile della “scelta di questi giocatori”.

Cosa succederà adesso?
Impossibile fare pronostici. Dopo il trittico Triestina-Vicenza-Pordenone ci si farà un’idea più chiara di che tipo di seconda parte di stagione attenderà i tifosi biancorossi, ma si sarà già a fine gennaio ed il tempo per gli aggiustamenti in corsa sarà praticamente terminato.

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