sabato 20 aprile 2019
di Redazione   
lettura: 3 minuti
ven 4 gen 2019 12:44 ~ ultimo agg. 7 gen 19:13
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Quest’anno la Mostra dei Presepi dal Mondo, ospitata insieme all’Equo e solidale di Pacha Mama, nell’Ala Isotta del Castel Sismondo, ha avuto uno straordinario successo di pubblico. Non solo e non tanto per il numero dei gruppi che hanno effettuato la visita guidata (oltre una cinquantina) e per il numero dei visitatori che ha già superato le 20.000 presenze, quanto per l’interesse dimostrato da chi ha deciso di intraprendere il “viaggio proposto”. Un interesse poi espresso nei pensieri lasciati sul quaderno della Mostra e sulle frecce di carta sulle quali ognuno è stato invitato a scrivere una parola che indicasse la direzione del proprio viaggio della vita; verso dove si è diretti o si vuol dirigere i propri sogni, i propri ideali, i propri progetti. Ciò è stato facilitato anche dalla saletta, all’interno della spazio Mostra, nella quale ci si poteva fermare per una sosta riflessiva.

Il tema della Mostra era “Viaggiare, Incontrare, Narrare”.

Il viaggio è necessario per uscire da sé stessi, dalle proprie convinzioni, spesso rivestite di pregiudizi.

Il viaggio è necessario per incontrare l’altro, per conoscere davvero la sua vita.

A volte il viaggio è necessario per salvarsela, la vita.

E se l’incontro può iniziare da quello che riconosciamo, fatto da sogni, progetti e preoccupazioni, le differenze diventano fonte di ricchezza e crescita reciproca. Perché incontrarsi significa rendersi conto che nell’incontro è più quello che ricevo che quello che posso offrire.

Come scrive Saramago, “Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione”.

Una Mostra da vedere ma un viaggio da fare per incontrare le varie comunità di immigrati che hanno preparato il loro presepe, alcune cooperative sociali del nostro territorio, la nostra antica tradizione contadina.

Abbinata alla Mostra, come da consuetudine, c’è la vendita dei biglietti della Lotteria il cui ricavato va ai progetti internazionali sostenuti da Caritas e Migrantes in varie parti del mondo. Dalla Albania, alla Colombia, al Senegal, allo Zibabwe, alla Nigeria, alla Romania alla Palestina.

Anche questo diventa un modo per fare un viaggio nella parte più povera della nostra “casa”.

Ogni progetto deve diventare un percorso di solidarietà. La realizzazione dei progetti è una strada lungo la quale promuovere la solidarietà, per chi la fa e per chi la riceve, coinvolgendo anche gli immigrati presenti nelle nostre comunità e provenienti dai paesi dove si costruiscono i progetti. Se si raccolgono offerte per battere un pozzo occorre interrogarsi sul valore dell’acqua, sull’uso che ne facciamo e sul perché “l’oro blu” non sia a disposizione di tutti. Se si vuole costruire un ambulatorio, una scuola o una mensa, è necessario riflettere sulle cause dell’ingiustizia sociale.

La solidarietà è ascolto, dialogo, conoscenza, confronto, accoglienza, servizio, condivisione e impegno per la giustizia e la pace.

I biglietti (1 euro) sono in vendita presso la segreteria della Mostra oppure nella sede della Caritas diocesana di via Madonna della Scala; ci si può anche rivolgere alla propria Caritas parrocchiale. L’estrazione dei numeri vincenti sarà sabato 5 gennaio alle ore 16. Sul sito della caritas www.caritas.rimini.it è possibile vedere tutti i progetti nel dettaglio.

Presepi dal Mondo è anche una grande opportunità per conoscere la straordinaria ricchezza sociale e culturale nel mondo e condividere un messaggio di pace e unione fra i popoli.

Per una cultura dell’incontro, dell’accoglienza, della solidarietà e dell’attenzione agli esclusi.

L’appuntamento, per tutti, è domenica 6 gennaio 2019 alle ore 17,30 per la Messa dei Popoli, presieduta dal Vescovo Mons. Francesco Lambiasi, preparata e animata dalle varie comunità etniche presenti nella nostra diocesi.

La Messa dei Popoli, rappresenta un momento di grazia, dove ancora oggi il Bambino Gesù si mostra a ognuno di noi come il volto della Misericordia del Padre. Il Dio dell’Amore e della Pace ci indica la strada dell’accoglienza del prossimo e della solidarietà, verso i fratelli più poveri e verso gli stranieri. Le nostre diversità siano la risorsa per un mondo di pace e di fraternità.

Cesare Giorgetti – InformaCaritas

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