martedì 23 luglio 2019
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di Andrea Polazzi   
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gio 24 gen 2019 14:05 ~ ultimo agg. 28 gen 17:22
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Matilde, classe IV, razza Ebraica. Parte da qui, da una pagella di scuola elementare anno scolastico 1939/40, il viaggio negli orrori di quelli che sono probabilmente gli anni più bui della storia recente. La mostra 1938-1945 – La persecuzione degli ebrei in Italia resterà aperta fino al 3 marzo al museo della Città. Solo uno degli appuntamenti messi in piedi dal comune di Rimini per il Giorno della Memoria. Domenica 27 la celebrazione ufficiale alle 10.30 al parco dedicato “ai Caduti nei Lager” di via Madrid e poi alle 17 al Museo la conferenza di Dieter Pohl, uno dei maggiori storici di nazismo e shoa. “Quando l’ultimo di noi reduci rimasti sarà morto la shoah sparirà, sarà dimenticata” ha detto la senatrice Liliana Segre (deportata a soli 13 anni). Ed è per questo che l’attività di educazione alla memoria, che Rimini promuove da ben 55 anni, diventa sempre più importante. Quest’anno sono 1800 gli studenti coinvolti ai quali non si vuole solo raccontare ma fornire gli elementi per interpretare anche i fatti di oggi.

La storia non si ripete uguale, ma si ripete” – spiega il vicesindaco Gloria Lisi – “ci chiedevamo come una volta potessero reagire vedendo i treni che portavano persone nei campi di sterminio ad essere gasate e ora vediamo i gommoni che partono nel Mediterraneo. L’indifferenza è la stessa

Non si può paragonare il genocidio della Shoah al dramma dei migranti – dice Laura Fontana, responsabile dell’attività di Educazione alla Memoria – Ma ci possono essere dei punti di analogia. Ad esempio come le comunità internazionali si comportano e il tipo di termini che utilizzano: parlando di ebrei in quei tempi si parlava genericamente di numeri, di non persone, di problemi da risolvere. E oggi la politica che tipo di linguaggio usa quanto affronta il tema dei migranti? Non si utilizzano termini all’insegna del rispetto della vita umana. Altra analogia è l’indifferenza. Non si reagisce più neanche con le parole. Noi insegniamo ai ragazzi che già indignarsi e sottolineare le ingiustizie è già una azione politica. Sarebbe già importante se tutti noi tornassimo a parlare, a far sentire la nostra voce e a schierarci.

Le interviste integrali di Icaro Tv


Il comunicato stampa

Sono pessimista – ha detto pochi giorni fa la neosenatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz dove fu deportata nel 1944 a soli 13 anni – appena l’ultimo di noi reduci rimasti sarà morto, la Shoah sparirà, sarà dimenticata. Occuperà un rigo nei libri di scuola e poi più nulla”.

Parole lucide e amare che denunciano l’indifferenza con cui la memoria di quel crimine gigantesco che è stata la Shoah, insieme ad altri crimini perpetrati dal regime nazista e dai suoi alleati e collaboratori, viene oggi da più parti offesa, sminuita, banalizzata, mentre la stessa indifferenza circonda il destino di quegli esseri umani “che annegano per cercare la libertà e nessuno più di tanto se ne occupa” (cit. Segre).

La città di Rimini non intende dimenticare le pagine più drammatiche e ignobili della storia che hanno visto quasi un milione di italiani, tra ebrei, deportati politici e soldati catturati, deportati tra il 1943 e il 1945 nei campi di concentramento e di sterminio istituiti dalla Germania di Hitler. Tra le vittime, 776 furono i bambini sotto i 14 anni che furono mandati a morire nelle camere a gas di Auschwitz per la colpa di essere nati ebrei: il più piccolo aveva appena 5 giorni di vita, sua madre Marcella Perugia lo partorì nel Collegio militare di Roma, poche ore dopo essere stata catturata nella retata del 16 ottobre 1943 insieme agli altri due figli, Giuditta di sei anni e Pacifico di cinque. Non ci fu pietà nemmeno per quel neonato, caricato su un treno bestiame e ucciso al suo arrivo nel campo senza avere nemmeno un nome.

Il ricordo degli orrori del passato trova nel programma di Attività di Educazione alla Memoria che l’Amministrazione Comunale promuove fin dal 1964 un’occasione per affrontare lo studio della storia attraverso molteplici linguaggi – la testimonianza e gli incontri, il cinema, il teatro e la danza – che offrono agli studenti, alle giovani generazioni e alla cittadinanza la possibilità di conoscere e di riflettere  sul tema della Shoah e delle deportazioni nei lager nazisti, ma anche sugli esempi luminosi di quella minoranza di italiani che scelsero di prestare soccorso ai perseguitati e si comportarono da persone giuste.

Il tema scelto per quest’anno è la storia italiana, non solo in ricordo delle sue vittime, ma anche delle sue responsabilità nell’attuare misure razziste e persecutorie, che il programma vuole approfondire collegandolo al contesto europeo del Terzo Reich.

Giorno della memoria. Il programma delle iniziative

Al centro del programma del Giorno della Memoria figura la presentazione della mostra didattica “1938-1945. La persecuzione degli ebrei d’Italia” curata dalla Fondazione CDEC (Museo della Città, 25 gennaio – 3 marzo) che illustra gli anni in cui il regime fascista mise in atto provvedimenti contro gli ebrei italiani per poi collaborare, dopo l’8 settembre 1943, con l’occupante tedesco alla loro cattura e deportazione verso Auschwitz, dove oltre il 90% fu ucciso all’arrivo. L’inaugurazione si terrà venerdì 25 gennaio alle ore 17.30 alla presenza della Presidente del Consiglio Comunale Sara Donati, delle autorità cittadine, associazioni e rappresentanti del mondo della scuola, e sarà preceduta alle 16 (Sala del Giudizio) dalla proiezione del film documentario “1938. Una vita amara” di Sabrina Benussi, alla presenza della regista. Il film, ricco di testimonianze di sopravvissuti e di documenti dell’epoca, è ambientato a Trieste, la città in cui il Duce annunciò la promulgazione delle leggi razziali e che ha pagato un bilancio molto alto alla Shoah. L’ingresso alla mostra è gratuito, per le scuole è indispensabile la prenotazione e la partecipazione ad una visita guidata curata dall’Istituto storico della Resistenza.

Sabato 26 gennaio alle 21, Korekané presenterà al Teatro degli Atti (ingresso libero) lo spettacolo “Puppenstadt. La commedia del terrore di Terezin”, testo di Stefania Tamburini, che ripercorre la storia del ghetto di Teresienstadt utilizzato dai nazisti come città modello per gli ebrei agli occhi della Croce Rossa Internazionale, ma che funzionò come anticamera della morte verso Auschwitz.

Domenica 27 gennaio alle 10.30 al Parco “Ai Caduti nei Lager 1943-1945” di via Madrid ci sarà la cerimonia ufficiale con la deposizione di una corona di alloro al monumento dedicato alle vittime dei lager nazisti e di tutte le prigionie, alla presenza delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma. La cerimonia sarà accompagnata da letture di riflessioni e testimonianze di alunni e alunne delle scuole di Rimini.

 

Sempre domenica 27 gennaio alle 17, Dieter Pohl, tra i maggiori storici del nazismo e della Shoah e docente all’Alpen-Adria Universität di Klagenfurt, terrà la lectio magistralis dal titolo “I crimini nazisti e la Shoah” (Museo della Città, Sala del Giudizio, ingresso libero). Un’occasione importante per portare a Rimini il contributo del dibattito storiografico internazionale più recente che interpreta il genocidio degli ebrei nel contesto più generale delle altre violenze di massa commesse dalla Germania di Hitler. Sempre il 27 gennaio, alle ore 21, è in programma alla Cineteca comunale la proiezione del film “1938. Diversi” di Giorgio Treves (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

Qualche numero dell’Attività di Educazione alla Memoria di quest’anno: 1.800 studenti e 200 insegnanti coinvolti. Già 900 gli allievi studenti prenotati alla mostra

Prima e dopo queste giornate, molte altre iniziative rendono Rimini una città attenta e impegnata nel declinare lo studio della storia in un’occasione per affrontare le diverse forme di discriminazione e violenza del presente. Non una sola Giornata della Memoria per il 27 gennaio, dunque, ma tante giornate quanto è lungo un anno intero: l’Attività è cominciata lo scorso autunno ed ha già coinvolto in diversi percorsi e progetti 1.800 studenti dalle elementari alle superiori e oltre duecento insegnanti.

Duecento sono gli studenti e le studentesse di quarta superiore che dal mese di ottobre partecipano ad un seminario di formazione intitolato “Riflessioni sull’umano e l’inumano. Le deportazioni nei lager e la Shoah, tra storia, memoria e rimozioni” che si concluderà a ottobre 2019 con un viaggio studio a Varsavia e Majdanek: un lungo percorso all’interno non solo della storia ma dell’uomo, riflettendo sul valore dei diritti umani e della responsabilità individuale come azione politica nel presente.

Duecento sono anche gli insegnanti di Rimini e di tutta Italia che hanno già partecipato al convegno internazionale tenutosi lo scorso 3 ottobre sul tema delle leggi antiebraiche; 900 studenti delle medie e delle superiori si sono già prenotati per una visita guidata alla mostra sulla persecuzione degli ebrei italiani, 50 studenti di terza media sono coinvolti in un intenso progetto educativo sul tema dei Giusti che si concluderà a marzo per la Giornata europea dei Giusti, 300 studenti di diverse scuole riminesi hanno assistito il 22 gennaio allo spettacolo “Anna” liberamente tratto da “Il Diario di Anna Frank”, allestito da Aulos Danza Rimini.

Il giorno del Ricordo

Centinaia di altri studenti e insegnanti prenderanno parte ai tanti appuntamenti in calendario che includono iniziative specifiche anche per commemorare il Giorno del Ricordo che ricorre il 10 febbraio in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata e dall’Istria nel secondo dopoguerra e, più in generale, delle complesse vicende del confine orientale italiano. Alcune di queste vicende drammatiche, in particolare il tema del confine conteso, saranno al centro di due conferenze affidate allo storico Alessandro Cattunar e promosse in stretta collaborazione con l’Istituto storico della Resistenza di Rimini.

Doppio appuntamento mercoledì 13 febbraio: ore 10 per le scuole (Teatro degli Atti) e ore 16.30 per la cittadinanza (Cineteca Comunale). La Cineteca comunale proporrà due proiezioni (giovedì 7 e sabato 9 febbraio ore 20.30) del filmRed land (Rosso Istria) di Maximiliano Hernando Bruno, organizzate in collaborazione e col sostegno delle Associazioni degli esuli (Comitato 10 Febbraio, Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e Unione degli Istrani). Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Le iniziative dell’Attività di Educazione alla Memoria sono tutte a ingresso libero e organizzate con la partecipazione dell’Istituto storico della Resistenza, con la collaborazione di ANPI Rimini e col sostegno dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Lega Coop Romagna, Coop Alleanza 3.0 e Alterecho.

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