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Tra luci e ombre

Un anno col segno più. Ma resta il problema redditività

In foto: Fabrizio Moretti
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 6 minuti
mar 18 dic 2018 14:12 ~ ultimo agg. 16:35
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L’economia riminese sta chiudendo un 2018 positivo (+1,3 il valore aggiunto). Previste crescite anche nel 2019 (+1,2) anche se di entità minore a causa delle incertezze politiche nazionali e internazionali. E’ quanto emerge dai dati preconsuntivi elaborati dall’Osservatorio Economico della Camera di commercio della Romagna.

Tornando al 2018, si evidenziano luci ma anche ombre. Guardando i numeri anche se non mancano alcune criticità. Restano tante le imprese attive (102 ogni 1000 abitanti), migliora la performance del comparto manifatturiero trainato dalla meccanica e si registra anche una lieve ripresa del volume d’affari del settore edile (anche se non sufficiente a compensare la lunga crisi, ormai strutturale, del settore). Nota positiva l’export, che pur rallentando negli ultimi mesi dell’anno, segna un aumento dell’8%. Si confermano le difficoltà a livello occupazionale: la disoccupazione si attesta all’8,9% rispetto al 6,4 regionale e il saldo attivazioni e cessazioni è negativo. Alla voce credito, benché faccia ben sperare l’aumento dei prestiti alle imprese, preoccupa l’elevata incidenza delle sofferenze bancarie. Tra i settori, vive un momento difficile il commercio al dettaglio dove si segnalano un decremento delle imprese e una diminuzione delle vendite. A soffrire in particolare è la piccola e media distribuzione. Un sintomo della mancata ripresa della capacità di spesa delle famiglie. Numeri positivi invece per i flussi turistici anche se resta un grosso punto interrogativo sui margini di redditività per le imprese. Proprio la redditività è una delle note dolenti. “Il comparto economico delle imprese è cambiato radicalmente – rileva il presidente della Camera di Commercio Fabrizio Morettii numeri che si facevano prima della crisi del 2008 sono difficili, almeno al momento, da replicare. Però abbiamo il beneficio di vivere in una Regione che funziona meglio ad altri territori d’Italia.

In uno scenario nel quale i principali centri di previsione rilevano un peggioramento del contesto economico – ha dichiarato il Presidente della Camera di commercio, Fabrizio Moretti il nostro tessuto produttivo è fortemente impegnato a lavorare per la crescita. Dalla sua costituzione, la Camera di commercio della Romagna ha supportato e affiancato questo sforzo svolgendo per il proprio territorio di riferimento un ruolo di vero e proprio driver per lo sviluppo mettendo in campo azioni mirate e risorse (nel triennio 2017-2019 sono finanziate iniziative per circa 9 milioni di euro). Le parole chiave di queste strategie finalizzate a promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva sono ben individuate nel programma pluriennale che il Consiglio camerale ha adottato per il mandato 2016-2021 e vanno dalle infrastrutture all’innovazione e alla digitalizzazione; dall’attrattività territoriale allo sviluppo sostenibile. Comprendono i servizi per sostenere la nascita e la competitività delle imprese, anche attraverso la creazione di startup, e per favorire il percorso scuola-lavoro; servizi per favorire l’internazionalizzazione, la finanza d’impresa e l’accesso a fonti di finanziamento, nonché la trasparenza e la regolazione e tutela del mercato.


I dati in dettaglio

Il tessuto imprenditoriale provinciale, al 31 ottobre 2018, è costituito da 34.406 imprese attive (sedi), stabili rispetto al medesimo periodo del 2017 (+0,1%); l’imprenditorialità è molto diffusa: 102 imprese attive ogni mille abitanti (91 in Emilia-Romagna, 85 in Italia). Tra i principali settori, si segnalano in aumento le Attività immobiliari, le Attività professionali e tecniche e, soprattutto, i Servizi alle imprese; in diminuzione, invece, risultano: Commercio, Costruzioni, Manifatturiero e Agricoltura. Stabili i Servizi di alloggio e ristorazione.

Più della metà (il 53,1% del totale delle imprese attive) sono imprese individuali, mentre le società di capitali, pari al 19,7% del totale, rappresentano una quota progressivamente crescente. Riguardo alla dimensione d’impresa, il 92,5% del sistema imprenditoriale provinciale è costituito da imprese con meno di 10 addetti (micro-imprese).

Le start up innovative al 03/12/2018 sono 109, in crescita rispetto a dicembre 2017 (+7,9%).

In flessione il numero delle imprese artigiane (9.668 unità al 30/09/2018; -0,6% rispetto allo stesso periodo del 2017), così come decresce, in misura più netta, il numero delle imprese cooperative (298 unità al 31/10/2018; -3,6% annuo).

Riguardo ai principali settori, al 31 ottobre 2018 si contano 2.511 imprese agricole attive, in diminuzione dello 0,9% rispetto al medesimo periodo del 2017. In flessione anche le imprese del comparto Pesca e acquacoltura (-2,8%). Nel periodo gennaio-settembre 2018, nel mercato ittico di Rimini, si rileva una flessione delle quantità commercializzate
(-3,6% sul medesimo periodo del 2017) e un incremento del prezzo medio (+5,9%). Il valore del pescato commercializzato nei primi 9 mesi dell’anno è pari a 7 milioni di euro (+2,1% rispetto al medesimo periodo del 2017).

I dati relativi all’indagine congiunturale Unioncamere Emilia-Romagna, al 3° trimestre 2018, mostrano performance rilevanti per tutti gli indicatori dell’industria manifatturiera (produzione +6,8% rispetto al medesimo trimestre del 2017, fatturato +8,7%, ordinativi +1,0%), con aspettative per il quarto trimestre orientate principalmente alla stabilità. Dal punto di vista strutturale, al 31/10/2018, si rileva una lieve diminuzione tendenziale (-0,4%) della consistenza delle imprese manifatturiere attive, che si attestano sulle 2.588 unità.

Per il settore delle costruzioni, continua la flessione nel numero delle imprese attive: al 31/10/2018 sono 4.876 (-0,5% rispetto al 31/10/2017). In aumento, invece, il volume d’affari del settore: +0,7% nel 3° trimestre del 2018, rispetto ad analogo periodo del 2017, con aspettative di stabilità per il quarto trimestre (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Riguardo al commercio al dettaglio, le vendite nel 3° trimestre 2018, rispetto al medesimo periodo del 2017, continuano ad essere in diminuzione (-1,9%); le performance sono differenti per i vari comparti (alimentare: -3,4%, non alimentare: -1,8%, supermercati/iper: +0,9%) e per dimensione (piccola distribuzione: -3,2%, media distribuzione: -1,3%, grande distribuzione: +1,4%). In termini di numerosità, poi, risultano in calo le imprese attive del commercio al dettaglio (5.074 aziende al 31/10/18, -1,5%). Diminuisce, inoltre, anche la consistenza delle imprese nel settore del commercio nel suo complesso (all’ingrosso, al dettaglio e riparazioni autoveicoli) che, al 31/10/2018, risultano essere 8.879 (-0,9% rispetto al 31/10/17).

Decisamente positiva la variazione dell’export provinciale nei primi nove mesi del 2018: +8,0% rispetto ad analogo periodo 2017, superiore alla media sia regionale (+5,2%) che nazionale (+3,1%). La dinamica dell’export è stata determinata dal positivo andamento delle principali classi merceologiche: tessile-abbigliamento-calzature (+0,8%, pari al 30,0% dell’export provinciale), macchinari (+11,8%), prodotti alimentari (+10,8%), prodotti in metallo (+31,8%) e apparecchi elettrici (+3,7%); in lieve calo, invece, navi e imbarcazioni
(-0,4%). Le esportazioni verso i Paesi della UE (che incidono per il 54,4% del totale delle esportazioni provinciali totali) crescono del 12,2%, grazie soprattutto al contributo di Francia (+11,3%), Germania (+10,2%) e Regno Unito (+31,8%); buone anche le performance dell’America Settentrionale (+8,9%), grazie soprattutto agli Stati Uniti (+7,5%, principale Paese di destinazione dell’export provinciale N.d.R.) e dei Paesi dell’Asia Orientale (+1,3%), mentre si riducono i flussi verso i Paesi Europei non UE (-2,8%) e il Medio Oriente (-0,5%). Le importazioni provinciali, nel complesso, registrano un incremento del 13,0%.

Le imprese attive che erogano servizi di alloggio e ristorazione (4.732 unità al 31/10/2018) risultano stabili rispetto ai dodici mesi precedenti. Nel periodo gennaio-ottobre 2018, il movimento turistico presenta dati positivi: aumentano, infatti, sia gli arrivi totali (+2,7% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno) sia le presenze complessive (+1,2%); la dinamica dei turisti italiani (+2,9% di arrivi e +1,4% di presenze) risulta migliore rispetto a quella dei turisti stranieri (+2,1% di arrivi e +0,8% di presenze). Nel dettaglio, crescono le presenze nelle strutture alberghiere (+1,4%) mentre calano quelle nelle strutture complementari (-0,5%). In calo, invece, il volume d’affari registrato dal settore nel 3° trimestre dell’anno (-1,1% rispetto al medesimo trimestre del 2017) (fonte: indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna).

Comparto dei trasporti: le imprese attive nel settore “trasporti di merci su strada” sono in calo annuo del 2,6% (633 unità al 31/10/18), analogamente alla dinamica del settore nel suo complesso (1.001 unità, -2,9%). Positivi, invece, i dati sul movimento passeggeriall’aeroporto F. Fellini: +1,6% di arrivi e +2,0% di partenze nel periodo gennaio-ottobre 2018, rispetto al medesimo intervallo del 2017.

Le elaborazioni di Unioncamere Emilia-Romagna, su dati ISTAT, delle Forze di lavoro relative al 2° trimestre 2018 rilevano per la provincia di Rimini:

– un tasso di attività (73,3%) sostanzialmente in linea col dato regionale (73,8%) e superiore alla media nazionale (65,7%);

– un tasso di occupazione 15-64 anni (66,6%) inferiore al dato regionale (69,0%) e migliore del dato nazionale (58,3%);

– un tasso di disoccupazione 15 anni e più (8,9%) superiore al dato regionale (6,4%) e migliore di quello nazionale (11,0%);

– un tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni (27,3%) maggiore rispetto al dato regionale (20,6%) ma più basso del dato nazionale (33,2%).

I dati “destagionalizzati” SILER, elaborati dall’Agenzia Regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna, riportano, per il 3° trimestre 2018, una diminuzione delle attivazioni di lavoro dipendente rispetto al trimestre precedente (-1,7%), accompagnata da un aumento delle cessazioni (+1,7%); il saldo occupazionale (differenza tra numero dei rapporti attivati e cessati), per il trimestre in esame, risulta essere negativo (-612 posizioni lavorative).

Relativamente al ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, nel periodo gennaio-ottobre 2018, risultano autorizzate n. 876.885 ore totali, con una decisa flessione, rispetto ad analogo periodo 2017 (-65,3%); in forte calo la CIG Straordinaria (-79,3%) e quella nei principali settori (manifatturiero: -70,2%, costruzioni: -28,6%, commercio: -42,1%).

Riguardo all’andamento del credito, a settembre 2018 i prestiti bancari alle imprese risultano in crescita (+1,5% rispetto al medesimo periodo del 2017): aumentano i prestiti verso le imprese medio-grandi (+3,8%) ma calano quelli verso le piccole aziende (-3,8%). Riguardo ai macrosettori, aumentano i prestiti verso le imprese manifatturiere (+9,1%) e i servizi (+0,7%) mentre si riducono quelli verso il settore delle costruzioni (-1,7%). In crescita anche i prestiti alle famiglie (+2,3%). Le sofferenze sui prestiti totali, al secondo trimestre 2018, sono state pari al 10,87% (Emilia-Romagna: 8,38%, Italia: 6,48%). Ancora alto il ritmo di crescita delle nuove sofferenze rilevato in provincia nel terzo trimestre 2018 (+3,1%), superiore a quello regionale (+1,7%) (fonte: Banca d’Italia – Ufficio Ricerca Economica di Bologna).

Gli scenari di previsione predisposti da Prometeia e aggiornati ad ottobre, infine, stimano, per la provincia di Rimini, un aumento del valore aggiunto dell’1,3% per il 2018 (Emilia-Romagna +1,5%; Italia +1,0%) e dell’1,2% per il 2019 (Emilia-Romagna +1,3%; Italia +1,0%).

 

Focus: i dati aggiornati sull’economia della provincia di Forlì-Cesena

I dati di preconsuntivo 2018 confermano, nel complesso, un andamento in terreno positivo di settori produttivi importanti dell’economia provinciale. Nonostante infatti la lieve flessione nel numero di imprese attive, prosegue la crescita della produzione industriale – con valori positivi nei principali comparti del settore manifatturiero -, si registra una contenuta variazione positiva delle esportazioni nei primi nove mesi dell’anno, un’espansione tendenziale del volume d’affari delle costruzioni, una forte riduzione delle ore di CIG straordinaria e un incremento delle presenze turistiche. Tra le note negative vanno sottolineate le difficoltà del commercio al dettaglio (in particolare negli esercizi della piccola distribuzione), le problematiche strutturali del comparto agricolo, la contrazione dei prestiti alle imprese e l’alta incidenza delle sofferenze bancarie.

Le prospettive per il 2018 e 2019, secondo gli scenari di previsione predisposti da Prometeia (aggiornati ad ottobre), stimano una crescita del valore aggiunto provinciale pari all’1,3% per il 2018 e all’1,2% per il 2019.

Da rilevare inoltre diffusi problemi di redditività in tutti i comparti e polarizzazione delle performance tra le imprese e tra i settori.

 

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di Simona Mulazzani