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Politica Rimini

Trasferimento Questura. Rossi, Pruccoli e Di Maio (PD) rincarano

In foto: la questura di via Ugo Bassi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 22 dic 2018 16:08 ~ ultimo agg. 16:17
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Sulla vicenda della Questura di Rimini, che secondo gli ultimi sviluppi dovrebbe essere ubicata per 18 anni in piazzale Bornaccini, dopo le dichiarazioni di ieri del sindaco Gnassi i consiglieri regionali del Pd Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi rincarano la dose contro Morrone ma anche i rappresentanti riminesi del Movimento 5 Stelle.

“Dire che si vuole spostare la Questura per 18 anni in piazzale Bornaccini significa dire che la si vuole spostare in maniera definitiva, in quella sede – spiegano Rossi e Pruccoli – E’ una “non soluzione” per la quale l’onorevole Morrone vorrebbe persino essere ringraziato. Poiché quella soluzione coinvolgeva anche il trasferimento del centro per l’impiego (regionale), vogliamo vederci chiaro anche noi. Tutto in un momento in cui chi ci governa a livello nazionale, dice che i Centri per l’impiego sono il fulcro per l’attivazione del reddito di cittadinanza. Assurdo. Stanno prendendo in giro gli italiani a tutti i livelli”.

“Grazie a Morrone, la fotografia della situazione è questa: la Questura andrà in piazzale Bornaccini e da lì non si sposterà più; le giuste aspettative di Guardia di Finanza e Carabinieri (nate da un Patto scritto col Ministero degli Interni e del quale è garante il Prefetto!) andranno deluse; il complesso di via Bassi resterà nel degrado più totale a danno della collettività riminese e il centro per l’impiego non avrà una casa”.

Dai due consiglieri una lettura ad ampio raggio: “vogliono mettere in difficoltà le nostre amministrazioni (a Rimini e altri capoluoghi emiliano-romagnoli hanno già cassato il Bando per le Periferie; a Bologna negano il “Passante”; hanno tagliato i contributi a tutte le grandi opere pubbliche previste in Emilia-Romagna), per poi andare all’incasso alle prossime regionali. Il tutto sulla pelle dei cittadini“. Ce n’è anche per il silenzio dei 5 Stelle riminesi Croatti, Sarti e Sensoli: “I tre va bene il danneggiamento continuo e l’umiliazione di Rimini operati dai leghisti? Non hanno niente da dire sul fatto che si colpisca la città che aspetta da anni una soluzione, così come l’aspettano Polizia, Guardia di Finanza e Carabinieri che escono offesi da questa situazione? I 5 Stelle attaccano la città continuamente sul tema sicurezza. Ora che un sottosegretario leghista distrugge quella che doveva essere la “cittadella della sicurezza”, ai grillini va bene?”.

“Un errore grave perchè così facendo si vanificano gli sforzi fatti negli ultimi anni per trovare una soluzione alla vicenda – afferma il deputato Marco Di Maio, segretario della Commissione Affari costituzionali della Camerache avrebbe consentito di non lasciare al degrado l’immobile vicino allo stadio, peraltro realizzato e abbandonato a Rimini proprio quando la Lega nei primi anni 2000 fino al 2006 governava il Paese (e poi ancora dal 2008 al 2011 tanto per ricordare) e colpevolmente non risolta da tutti i governi fino all’arrivo al Viminale di Marco Minniti. Il quale, attraverso la firma del Patto per la sicurezza insieme e con il fondamentale contributo dell’Amministrazione comunale di Rimini, del sindaco Andrea Gnassi, dei comuni della provincia, del prefetto, e della Provincia stessa aveva individuato una soluzione per dare degna sede alla Questura con il trasferimento temporaneo in piazza Bornaccini e contestualmente il recupero di un immobile enorme ubicato in una posizione strategica per la città”. Una scelta seria, su due binari, per dare a Rimini tutti i presidi di sicurezza (tutti!) che aspetta da anni e che merita.

“Ora, con la scelta di far ritirare ad Inail l’offerta per l’acquisto dell’edifici, che sarebbe stato poi affittato alle forze dell’ordine – prosegue Marco Di Maio – si pregiudica questa soluzione e si va verso una proroga per 18 anni della sistemazione in piazza Bornaccini. Soluzione, peraltro, che era stata individuata in accordo tra questura Comune Prefettura e non certo dal Governo né tanto meno dal sottosegretario alla Giustizia. Soluzione sostenuta nei fatti con il lavoro enorme del Comune per trasferire da piazzale Bornaccini il centro per l’impiego insieme alla Regione e anche attraverso i finanziamenti per oltre mezzo milione di euro necessari per adeguare lo stabile”.

“Il Governo con un altra imposizione dall’alto colpisce il territorio, lascia in balia del nulla la palazzina di via Bassi – conclude il deputato -, con le conseguenze ovvie in termini di degrado e abbandono, impone una scelta temporanea come definitiva, nella più classica delle più soluzioni ‘all’italiana’ in senso negativo, creando alla Guardia di Finanza che avrebbe bisogno quanto la Questura di trovare nuovi e più adeguati lavori. Un capolavoro, di cui il Governo, attraverso il suo sottosegretario Morrone, ha il coraggio di vantarsi e persino la pretesa di essere ringraziato”.