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Nella top 20

Qualità della vita Sole 24 Ore: Rimini sale. Il commento di Gnassi

In foto: Riviera di Rimini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 17 dic 2018 07:36 ~ ultimo agg. 18 dic 13:06
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Nell’annuale indagine sulla qualità della vita nelle province pubblicata dal Sole 24 Ore, Rimini sale al ventesimo posto guadagnando sette posizioni rispetto all’anno scorso. Altre quattro province emiliano-romagnole fanno però meglio: Bologna, quarta; Ravenna, undicesima; Modena e Reggio Emilia. In testa quest’anno c’è Milano, davanti a Bolzano e Aosta. Milano ha un indicatore complessivo di 585,9; Rimini di 537,8.

Come si posiziona la provincia di Rimini nelle varie categorie

Ricchezza e Consumi

74° posto 2017

56° posto 2018

Affari e lavoro (lo scorso anno Lavoro e Innovazione)

15° posto 2017

28° posto 2018

Ambiente e Servizi

46° posto 2017

33° posto 2018

Demografia e Società

11° posto 2017

20° posto 2018

Giustizia e Sicurezza

101° posto 2017

79° posto 2018

Cultura e Tempo libero

7° posto 2017

1° posto 2018

Il commento del sindaco Andrea Gnassi:

Il Sole 24 Ore fa entrare la provincia di Rimini tra le top 20. Molto bene ma permettermi un ma. Un ma riferito alla certezza del perso relativo di queste analisi di fine anno nell’esatta individuazione della traiettoria di un territorio. Del resto, pochi giorni fa un altro quotidiano economico non aveva affermato il contrario? Cifre e numeri, apparentemente gli stessi. Agli antipodi le conclusioni e dunque pressoché inutile trarne valutazioni definitive. Di queste graduatorie forse vale la pena trarne indicazioni di lavoro un po’ più a largo raggio. Ad esempio, la presenza di ben cinque province del’Emilia Romagna nei primi 20 posti della graduatoria. Oppure il trend in salita di Rimini nell’ultimo biennio, nello stesso momento in cui altre province fanno più fatica. In generale l’area riminese spicca sempre, e quest’anno ancora di più, per i servizi alle persone, non solo sotto forma dell’accoglienza turistica e dell’offerta culturale (leader nel Paese) ma anche negli indici ambientali, nel numero di imprese innovative (quinti in Italia) e in altri indicatori che poi si sintetizzano in un’alta aspettativa di vita media (quarti) e in un’ottima capacità di attrattore di nuove residenze interne, perché sul territorio riminese, al di là delle analisi, si vive bene e la persona ha ancora un valore vero. In questo direzione dobbiamo lavorare: le persone, il loro benessere, la loro sicurezza in ogni ambito. Dobbiamo avere la capacità di continuare il processo di ammodernamento strutturale – la cultura come asset di sviluppo al posto della predominanza del cemento, la riconfigurazione delle città come luogo di libertà e relazioni, la convinzione che ricchezza e lavoro siano risultanze di un nuovo modo e più sostenibile di approcciarsi al tema della crescita – senza indugi o ripensamenti. E in questo senso chiedendo anche allo Stato di fare lo Stato, e cioè rispettando i propri impegni con i riminesi sia sul fronte di importanti progetti di riqualificazione urbana (bando periferie) che mantenendo quanto da esso stesso sottoscritto sul fronte del passaggio di categoria della Questura e sulla soluzione alla vergogna della nuova sede in via Roma. In ogni caso i trend dimostrano come possiamo avere un ruolo primario nella parabola di tutto il Paese, modernizzando e quindi esaltando le nostre capacità, il nostro modello di sviluppo, che per avere senso e forza può fare a meno di essere invasivo”.